Il Venezuela offrirà tre miliardi di dollari di titoli obbligazionari destinati al mercato locale: il paese sudamericano è infatti intenzionato a ricercare nuovi finanziamenti di spesa e a venire incontro alla domanda di valuta straniera dei propri investitori. Tra l’altro, le vendite complessive di bond denominati in moneta verde nel corso di quest’anno aumenterà in tal modo fino a 7,2 miliardi di dollari. Il governo di Caracas focalizzerà la propria attenzione su titoli a quindi anni (la scadenza è stata infatti fissata al 2026) e su un ritorno economico piuttosto elevato, in quanto sarà pari a 11,75 punti percentuali. Le due opzioni appena menzionate dovrebbero consentire di ottenere un pagamento in bolivar al tasso di cambio di 4,3 bolivar per ogni singolo dollaro.
Gold future: il prezzo dell’Oro ha raggiunto il suo massimo?
Bolla speculativa? Ancora non si capisce. Questa comunque è la giusta domanda da porsi in questo momento, guardando il grafico giornaliero del Gold future; dopo essere arrivato poco oltre quota 1900 il prezzo dell’oro è declinato velocemente fin poco sotto 1550 facendo pensare che quella che è stata definita una bolla speculativa al pari di quella del Crude Oil fosse ormai giunta al termine e gli short avrebbero cominciato a dare i loro frutti.
Pur avendo cancellato un mese di rialzi, la discesa avuta dal top di inizio Settembre non ha ancora cambiato le carte in tavola; per girare un trend di lungo periodo serve ben altro che una discesa di questa entità che ha dato seguito semplicemente ad un doppio massimo sul top assoluto con break-away point a 1750 e target a 1610. Quello a cui si allude è una serie di swing settimanali che diano indicazioni più chiare (anche se poco immediate) oppure più rapidamente un crollo verticale sotto a 1600 che dia inizio al “sell-off” che ci si aspetta alla fine di una bolla.
Skandia, due applicazioni per iPhone sugli investimenti
Avere a portata di telefono cellulare le informazioni relative al portafoglio dei nostri investimenti è una realtà sempre più diffusa: non deve stupire più di tanto, quindi, l’innovazione informatica del Gruppo Old Mutual, azionista di maggioranza della svedese Skandia, il quale ha pensato bene di lanciare due applicazioni che possono essere scaricate in maniera semplice gratuita dall’App Store. Di cosa si tratta esattamente? La divisione in questione, la quale ha maturato nel corso di questi anni una buona esperienza per quel che concerne la gestione del risparmio e soprattutto le cosiddette polizze unit linked, si è voluta rivolgere sia ai promotori finanziari della stessa società scandinava sia ai clienti veri e propri.
Rame, buon rialzo dei futures a Londra e a Chicago
Tra i vari rialzi del London Metal Exchange, quello del rame è senza dubbio tra i più importanti: questa performance rappresenta la principale conseguenza della stabile domanda proveniente dal continente asiatico, con la Cina a dominare come di consueto i consumi in questione. In particolare, le scorte di rame in Asia sono diminuite nel corso della ventunesima e ventiduesima sessione, mentre le due successive sono state caratterizzate da un incremento che ha compensato tutto. Come ha opportunamente rilevato Standard Chartered, inoltre, la domanda ha subito un interessante aumento anche in Giappone, senza dimenticare gli ottimi ordinativi. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che le spedizioni di rame relative ai prossimi tre mesi sono riuscite a guadagnare 2,1 punti percentuali, attestandosi a quota 7,441 dollari la tonnellata presso la stessa piazza londinese.
Blue-Chips: STM troppo speculativa
Al pari di altre blue-chips storiche italiane, STM è in una situazione in cui pur facendo parte dell’indice principale del Mercato Italiano ha caratteristiche tecniche che la accostano alle aziende quotate minori. Durante l’anno 2000 le azioni STM quotavano ben sopra 60 e si stavano dirigendo velocemente verso i 70 euro per azione con un movimento che lasciava poco spazio all’immaginazione; si trattava infatti di una bolla come quella che qualche anno più tardi colpì il petrolio e gli investitori aspettavano solo il momento migliore per uscire.
Chi ha mantenuto le azioni ora si ritrova una perdita fuori da ogni logica, visto che la quotazione attuale è intorno ai 5 Euro e le possibilità di tornare “agli antichi splendori” sono ormai prossime allo zero.
Restare su STM ha senso solamente se la cifra da disinvestire fosse diventata troppo bassa per essere posizionata altrove e quindi a questo punto si aspetta la fortuna con fede al detto “tutto prima o poi sale”.
Da Swiss Re una riflessione sul mercato dei Cat Bond
I Catastrophe Bond sono quei titoli obbligazionari che vengono incontro a quegli investitori che intendono proteggersi e assicurarsi contro i disastri naturali: l’attenzione nei confronti di questi prodotti finanziaria tende ad essere piuttosto altalenante, in quanto tutto dipende dalle condizioni meteorologiche delle nazioni che sono maggiormente coinvolte da questi fenomeni. La recente ondata di terremoti, inondazioni e tempeste tropicali sta facendo impennare la domanda in questione. Gli stessi investitori, spiazzati e impauriti dalle turbolenze dei mercati, cercano invece di sfruttare al massimo le chance offerte da tale segmento, “scommettendo” di fatto sul verificarsi di determinati disastri, in primis sismi e uragani.
Anche Acotel propone un dividendo di quattro euro per azione
Acotel Group segue l’esempio di Txt e-solutions: come accaduto pochi giorni fa, anche la spa romana attiva nell’ambito delle telecomunicazioni mobili, si è detta pronta a distribuire un dividendo straordinario piuttosto sostanzioso, pari a ben quattro euro per ogni singolo titolo azionario. Comunque, non bisogna stupirsi più di tanto se le aziende di questo settore vantano disponibilità di cassa così importanti, visto che si tratta di due delle cosiddette “small cap”, vale a dire le imprese che vantano una capitalizzazione inferiore ai cento milioni di euro. Il loro segmento di riferimento, inoltre, è lo Star di Borsa Italiana. Che cosa c’è da aggiungere in merito al gruppo di Via della Valle dei Fontanili?
State Street sceglie la Borsa di Parigi per i suoi Spdr Etf
State Street Global Advisors dimostra di voler riporre una fiducia piuttosto ampia sulla Borsa di Parigi: la società finanziaria di Boston, la quale svolge soprattutto un ruolo di banca depositaria con custodia globale e controllo di regolarità delle operazioni, ha infatti lanciato pochi giorni fa sei Exchange Traded Fund, i quali metteranno a disposizione degli investitori interessati una esposizione al reddito fisso. Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che questi fondi offrono soprattutto una diversificazione molto ampia, dato che i redditi interessati sono tre, vale a dire quello dell’area dell’euro, quello statunitense e quello dei paesi emergenti, con tanto di denominazione nella valuta locale. Le novità si presentano quindi in maniera piuttosto interessante e appetibile.
Royal Bank of Scotland, dividendo da un miliardo di sterline
Royal Bank of Scotland, istituto di credito britannico ben conosciuto in tutta Europa e non solo, sta per ricevere un dividendo pari a oltre un miliardo di sterline: la somma in questione si riferisce al flottante del suo comparto assicurativo e, più precisamente, a quanto si dovrà incassare nel corso del prossimo anno, come ha opportunamente spiegato il Sunday Telegraph citando la presentazione degli analisti. Il riferimento in questione, quindi, deve andare al segmento Rbs Insurance (meglio conosciuto con la sigla Rbsi), il quale detiene tra l’altro anche Direct Line e Churchill, due aziende piuttosto celebri del settore in questione. Rbsi, dunque, sta guardando con un certo interesse alla possibilità di un capitale ibrido, in pratica una sorta di debito che può anche includere delle azioni privilegiate e da sfruttare per rafforzare il capitale complessivo della compagnia.
Spread Btp-Bund: stabille sotto a 360?
Ancora massima allerta sui titoli di Stato: lo spread Btp-Bund, protagonista degli ultimi mesi in Europa, torna sotto a quota 350 sfiorando 340 dopo una serie di top relativi che da un punto di vista tecnico indicano una forte difficoltà nel salire sopra a quota 400. Una buona notizia quindi, se non fosse che i fondamentali ancora non sono tali da garantire discese nell’immediato futuro.
Il Securities Market Programme ha contribuito nella scorsa ottava all’acquisto di titoli del debito nell’Eurozona per 163 miliardi di euro. Questo è il motivo di breve periodo che sostiene il sentiment legato ai paesi Europei, mentre qualsiasi proposta dell’Eurotower non riesce a trovare i consensi per essere messa in pratica con sicurezza. La reazione immediata dell’intervento è, come sempre, un alleggerimento della tensione sugli spread con il Bund tedesco che per durare necessita probabilmente di altri acquisti da parte della Banca Centrare di cui sentiremo parlare presto.
Polonia, fra dieci giorni il lancio dei bond governativi
L’annuncio risale a qualche giorno fa, ma dà l’idea di quella che sarà la prossima emissione finanziaria della Polonia: il ministro delle Finanze, Jan-Vincent Rostowski, è infatti intenzionato a lanciare una nuova serie di titoli obbligazionari nel corso della prossima asta, prevista per il 19 ottobre, un appuntamento sempre più vicino quindi. L’operazione a cui si sta facendo riferimento si è resa necessaria a fronte del piano di finanziamenti che il governo di Varsavia intende approntare per il quarto trimestre di quest’anno. Entrando maggiormente nel dettaglio di questa offerta imminente, c’è da precisare che l’ammontare complessivo sarà compreso tra 1 e 3,5 miliardi di zloty (tra i trecento milioni e il miliardo di dollari), anche se non è escluso qualche ritocco dell’ultimo minuto. Ma non si tratta dell’unica asta polacca in previsione nel breve termine.
Sedex: quotati 32 certificati Easy Express di Bnp Paribas
Ventotto Easy Express Certificate legati alle performance di vari titoli azionari e altri quattro con gli indici come riferimento: la matematica non è un’opinione, quindi la nuova offerta finanziaria che Bnp Paribas ha riservato per Borsa Italiana consta di ben trentadue certificati di investimento. Bisogna anzitutto cercare di comprendere quali sono le caratteristiche peculiari di tali strumenti. La descrizione può cominciare con i prodotti collegati alle azioni, la gamma più numerosa in questo caso. Le negoziazioni sono cominciate due giorni fa presso il segmento Sedex di Piazza Affari: i titoli contemplati sono davvero moltissimi, ventotto come i certificati stessi.
Txt e-solutions, dividendo straordinario da quattro euro
La prossima assemblea di Txt e-solutions è prevista per il 16 novembre: in quella occasione, la società milanese, leader internazionale per quel che concerne la fornitura di soluzioni software in ambito industriale, proporrà la distribuzione di un dividendo straordinario, un evento che sicuramente interesserà gli azionisti. In effetti, questa parte di utile sarà pari a quattro euro e verrà garantita dall’uso della riserva per il sovrapprezzo dei titoli. Ma si può fare affidamento su Txt in questo momento? La risposta è piuttosto semplice, visto che il consiglio di amministrazione ha appena fornito il suo parere positivo anche al piano industriale relativo al periodo 2012-2014. Che cosa c’è da dire in questo senso?
Fineco, trasferimenti di liquidità col conto deposito CashPark
Fineco Bank, una delle più affermate banche online del nostro paese, ha messo a punto un nuovo conto deposito che si presenta con due caratteristiche che balzano subito all’occhio: si tratta dei quattro vincoli relativi alla liquidità dello strumento, visto che verranno messe a disposizione quattro scadenze (tre, sei, dodici e diciotto mesi), oltre al rendimento, in ogni caso maggiore rispetto a quello del conto corrente. Tra l’altro, l’istituto del gruppo Capitalia intende conquistare nuova clientela proprio grazie a questa proposta. In effetti, l’intento è quello di venite incontro a chi si avvicina per la prima volta a questa realtà, garantendo quindi a chi dà fiducia alla banca in questione un tasso di rendimento che può essere definito ragionevolmente speciale e appetibile: nello specifico, ogni scadenza beneficerà di un ritorno economico crescente, vale a dire si partirà dal 3% relativo al primo semestre, passando poi al 4,25% dei dodici mesi e terminando il tutto con il 4,30% dei diciotto mesi, l’arco temporale più lungo in assoluto.