JPMorgan Chase offre bond ipotecari in due tranche

di Redazione Commenta

JPMorgan Chase ha emesso ieri 571 milioni di dollari in bond ipotecari: si tratta della prima vendita di tali strumenti finanziari, più precisamente di titoli che non sono garantiti dal governo, dal 2007 (vedi anche JPMorgan Chase emette un miliardo di bond ipotecari). Volendo essere ancora più precisi, tale offerta è stata suddivisa in due tranche distinte. La prima, di importo pari a 244,4 milioni di dollari, si riferisce a obbligazioni in scadenza tra 20 e 30 anni, con un tasso fisso dell’1,6% superiore rispetto al benchmark, per un rendimento complessivo del 2,25%.

I restanti 326,3 milioni di dollari, invece, riguardano dei bond di durata quindicennale e con un rendimento di circa due punti percentuali (1,3% al di sopra del benchmark per la precisione). Giusto una settimana fa, comunque, la banca americana aveva annunciato la propria intenzione di vendere titoli obbligazionari per un ammontare complessivo di 616 milioni di dollari, più o meno il 10% del suo bilancio. Tra l’altro, questa emissione può essere considerata la conseguenza di un dibattito che si è acceso da qualche tempo. In effetti, ci si chiede come la stessa JPMorgan e le altre emittenti di obbligazioni possano mitigare le future disponibilità limitando la capacità degli investitori di ottenere una adeguata compensazione per i prestiti.

Secondo l’agenzia di rating Moody’s, le assicurazioni sulla qualità dei prestiti dell’istituto di New York sono così deboli che una offerta del genere non avrebbe in nessun caso potuto ottenere un giudizio di tripla A. Inoltre, gli investitori che possono accettare il rischio di credito sono probabilmente intenzionati ad acquistarlo nel mercato secondario, all’interno del quale si trovano rendimenti anche doppi rispetto a quelli messi a disposizione da JPMorgan. Prima di quest’ultima, comunque, solamente Crédit Suisse e Redwood Trust avevano emesso bond non garantiti da agenzie statali da quando è scoppiata la crisi finanziaria, forse qualche altra società emittente seguirà lo stesso esempio del colosso bancario?

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