Hsbc progetta il suo primo Etf dedicato al Golfo Persico

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Hsbc (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation) rappresenta una delle maggiori realtà della finanza islamica: in effetti, il gruppo bancario britannico risulta essere attualmente il secondo maggior sottoscrittore di obbligazioni ricollegabili a questa area geografica e non è quindi un caso se si sta pensando all’avvio del primo Etf nel Golfo Persico “rispettoso” della legge della Shariah. Questa zona asiatica è uno dei richiami più forti per gli investitori internazionali e Hsbc ha tenuto conto anche di questo specifico fattore. Il lancio dei nuovi Exchange Traded Fund potrebbe favorire l’accumulo di circa cinquanta miliardi di dollari da destinare ai mercati locali, oltre che un interessante incentivo per quelli emergenti.


L’obiettivo è quello di fornire ai soggetti interessati un ingresso più semplice nei mercati della regione, con delle prospettive interessanti per paesi come l’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi Uniti. Secondo gran parte degli analisti, il debutto degli Etf islamici potrebbe avvenire non più tardi di questo ultimo trimestre del 2010 e nel giro di cinque anni dovrebbe essere in grado di generare un rendimento pari al 10%. Tra l’altro, gli assets in possesso dei fondi islamici sono cresciuti al punto da arrivare fino a quota 52,3 miliardi di dollari nello scorso trimestre, il che equivale a dire un aumento di quasi 18 miliardi negli ultimi cinque anni, secondo uno studio di Ernst & Young LLP.

Intanto, il Dow Jones Islamic Market World Index, il quale osserva da vicino le performance di quei titoli che sono conformi alle linee guida della Shariah (la capitalizzazione è pari a ben 12 trilioni di dollari), ha subito un ribasso del 13% nell’ultimo anno. Che cosa c’è di così particolare in uno strumento finanziario islamico? I rischi finanziari e il pagamento degli interessi sono assolutamente vietati, dunque i manager sono costretti a selezionare gli investimenti più permissivi: compagnie e prodotti sono selezionati da un apposito board di saggi, in modo da assicurare la garanzia dei principi religiosi.

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