Hedge fund americano interessato al 10% dei bond greci

di ND82 Commenta

 La fase attuale dei mercati finanziari e del ciclo economico impone una certa cautela nelle scelte di investimento. Da un lato l’economia continua a mostrare un andamento altalenante, con velocità diveerse tra Usa, Cina, Giappone ed Europa, dall’altro i mercati finanziari stanno sperimentando una fase di esuberanza con borse e bond ai massimi storici grazie agli eccessi di liquidità generati dalle banche centrali con le loro politiche monetarie espansive. Per capire le “anomalie” sui mercati basta andare ad analizzare l’ultima offerta giunta da un hedge fund americano.

Un certo Japonica, fondo speculativo specializzato in asset problematici con sede a Rhode Island, si è detto disposto a comprare il 10% dello stock dei titoli di stato greci complessivamente in circolazione per un controvalore pari a 2,9 miliardi di euro. Si tratta di un’offerta decisamente al ribasso, in un mercato che viaggia con fortissimo sconto, ma in grado di creare uno shock tra gli investitori con un’improvvisa caduta dei rendimenti.

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Non bisogna dimenticare che l’obbligazionario greco è finito nelle mani di speculatori ed è poco liquido rispetto ad altre obbligazioni europee. I titoli di stato di Atene con scadenza a 10 anni hanno visto il rendimento attestarsi intorno al 9%, con una caduta dello yield superiore ai dieci punti percentuali. Il rendimento dei bond governativi a 30 anni è crollato di oltre venti punti percentuali poco sopra l’8%, rendendo la curva dei tassi greca decisamente anomala. Tuttavia, bisogna ricordare che nei periodi peggiori della crisi del debito sovrano europeo, il decennale greco rendeva più del 40%!

Inoltre, la Grecia è stata salvata con una mega-ristrutturazione del debito, finendo praticamente in bancarotta e a un passo dall’uscita dall’euro. Gli hedge fund americani hanno già guadagnato centinaia di milioni di dollari speculando su bond e azioni bancarie greche. Ora la strana offerta di Japonica potrebbe creare nuove anomalie, ma l’intento è quello di andare a caccia di affari, come sempre, sperando che qualcuno abbia necessità di fare cassa senza badare troppo al prezzo. Il rischio bolla speculativa sui titoli di stato resta però vivo e vegeto.

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