FTX, ex ad chiede scusa ai dipendenti

di Valentina Cervelli Commenta

La situazione di FTX, ovviamente, è tutt’altro che rosea. L’ex amministratore delegato e fondatore ha inviato una lettera ai dipendenti per chiedere loro scusa di ciò che è accaduto.

Una lettera di scuse non basta

Va da sé che una missiva, per quanto sentita, non cambierà la situazione e il disagio nel quale i lavoratori si trovano al momento. Va comunque sottolineato che non in molti si aspettavano che l’uomo decidesse di comunicare con i suoi dipendenti dopo quello che era successo. In fin dei conti al momento non si sa nemmeno dove si trovi Sam Bankman-Fried di preciso.

Le ultime notizie lo volevano all’estero per tentare di sistemare la situazione. Informazioni sulle quali non era comunque possibile fare affidamento e che hanno portato a un nulla di fatto.  Negli ultimi giorni erano emerse indiscrezioni su come nel corso degli anni e insieme ad alcuni manager della sua società l’uomo avesse acquistato delle proprietà immobiliari alle Bahamas con i soldi nella società.

Viste attraverso questi particolari, le scuse ai dipendenti non suonano propriamente sincere. A prescindere dalle parole usate.

Scuse non bastano per dipendenti FTX

Sono profondamente dispiaciuto per i miei errori”, ha scritto nella lettera. “Farò tutto il possibile per rimediare anche se questo richiederà il resto della mia vita”. Un attacco di effetto per la missiva di scuse scritta dall’ex ad di FTX. Una lettera nella quale i dipendenti vengono comparati a una famiglia.

Ma risulta difficile credere a tale sentimento. Anche quando sottolinea che non avrebbe voluto che accadesse niente di quel che è successo. E che vorrebbe tornare indietro per evitare il crollo di FTX e muoversi quindi con più attenzione. “Eravate la mia famiglia”, ha sottolineato. “Ora quando vado nei miei uffici non c’è più nessuno con cui parlare”.

La missiva del manager è stata pubblicata sul sito Coindesk. Nel testo l’ex amministratore delegato ha spiegato come sarebbe stato in grado di salvare la società se non fosse stato obbligato a presentare l’istanza di fallimento. Parole che suonano semplicemente come una mera giustificazione data la situazione. Non si può prendere come veritiera ipotesi di salvataggio la possibilità di raccogliere fondi per salvare l’attività e ripagare i clienti.

Non dobbiamo dimenticare che per quel che riguarda FTX il buco finanziario si è allargato esponenzialmente con il passare dei giorni. Alcuni dei clienti da risarcire sono presenti anche in Italia, stimati in circa 100 mila. Sarà curioso vedere come l’ex amministratore delegato di FTX gestirà le accuse che quasi sicuramente gli verranno rivolte in futuro.

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