Fondi Pensione aperti e linee di investimento

di Fil Commenta

Le ultime revisioni a livello legislativo del nostro sistema previdenziale pubblico hanno sostanzialmente portato a due conclusioni: in futuro la pensione erogata tenderà in media ad essere più bassa rispetto al passato, a parità di contributi versati, e l’età pensionabile tenderà ad aumentare in funzione, per fortuna, dell’aumento delle aspettative di vita. Di conseguenza, a fine ciclo lavorativo, la sola pensione molto spesso è insufficiente per poter andare avanti, ragion per cui sin da giovani occorre aver la lungimiranza, avendone le possibilità economiche di costruirsi una pensione integrativa sfruttando il cosiddetto “secondo pilastro“, ovverosia i Fondi Pensione.

In particolare, già da qualche anno i lavoratori dipendenti, gli autonomi ed i liberi professionisti possono sfruttare l’opportunità di costruirsi una pensione integrativa/aggiuntiva aderendo ai cosiddetti Fondi Pensione Aperti, gestiti da società fiduciarie autorizzate, banche, compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio (SIM), e sui quali a vigilare, a tutela del lavoratore, è la Covip, Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione. Rispetto ai classici contributi versati all’INPS, l’apertura di un piano pensionistico attraverso i Fondi Pensione prevede la destinazione dei contributi integrativi versati in una “gestione separata”, con la possibilità, tra l’altro, se previsto ed ammesso, di destinarvi anche una quota del trattamento di fine rapporto (Tfr).

I Fondi Pensione aperti offerti dalle banche e dalle compagnie di assicurazioni offrono di norma la possibilità di poter versare i contributi “integrativi“, a scelta, su ben precise linee di investimento basate sia sul profilo di rischio, sia sull’età del lavoratore. Ad esempio, esistono linee di investimento in Fondi Pensione aperti che destinano una quota parte anche a strumenti azionari che, nel lungo periodo, ovverosia in 20-25 anni, rendono storicamente più dell’obbligazionario e che quindi possono assicurare, ad esempio ad un giovane lavoratore sotto i 30 anni, una pensione integrativa più alta nel momento in cui si sarà arrivato il momento di godersi il meritato riposo.

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