Eskom lancerà entro dicembre dei bond in valuta straniera

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Eskom, società sudafricana attiva nel settore dell’energia elettrica, potrebbe emettere entro la fine di quest’anno un titolo obbligazionario in valuta straniera: la scelta in questione è dettata soprattutto dal fatto che la compagnia intende diversificare i propri finanziamenti, sostenendo dal punto di vista economico una espansione prevista di cinquecento miliardi di rand (circa cinquantanove miliardi di dollari per la precisione). Il debito appena menzionato dovrebbe essere denominato in dollari americano, euro e yen, tutto dipenderà da quello che sarà l’appetito futuro del mercato. Inoltre, si conoscono già le dimensioni effettive dell’offerta, identiche a quelle dell’ultimo prodotto di Eskom denominato in dollari (1,75 miliardi).

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La società è attualmente in grado di fornire ben il 95% dell’elettricità totale sudafricana e sta spendendo circa sessantacinque miliardi di rand l’anno per la costruzione di nuovi impianti e stabilimenti. Il gruppo di Johannesburg detiene cinquecento milioni di euro in titoli che giungeranno a scadenza nel 2013 (il rendimento è pari a quattro punti percentuali), senza dimenticare i titoli che hanno ancora un orizzonte temporale piuttosto lungo (gennaio del 2021). I mercati asiatici hanno mostrato da parecchio tempo un certo interesse per questo paese, dunque non è escluso che vi possano essere dei contatti privilegiati. Eskom sta negoziando con il Tesoro Nazionale il lancio di un bond islamico, il celebre sukuk per intenderci, nonostante vi sia qualche ostacolo dal punto di vista fiscale.

SUDAFRICA 2010: IL RISCHIO ELETTRICITA’ POTREBBE FAVORIRE GLI ETC

L’azienda africana ha lanciato diversi avvertimenti negli ultimi due anni, dato che le scorte di elettricità sono destinate ad assottigliarsi sempre più, ma i nuovi impianti potrebbero essere una garanzia importante da questo punto di vista: uno dei siti più strategici sorgerà a Lephalale, con 4.764 megawatt di potenza, mentre l’ultima fase di questa prevista espansione dovrebbe avvenire nel mese di maggio del 2017, fra cinque anni esatti, ma sempre con delle prospettive incoraggianti.

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