Downgrade per la Cassa Depositi e Prestiti: pericolo Buoni Fruttiferi?

di Francesco 1

 Qualche minuto fa’ è stato diffuso sul sito ufficiale della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) un comunicato stampa (precisamente il n°41/2011) in cui si rende noto il downgrade del rating dell’ente  da parte di Standard & Poor’s.

L‘agenzia di rating in pratica “finisce il lavoro” iniziato il 19 Settembre 2011; in questa data S&P ha diffuso il rating negativo per la Repubblica Italiana che oggi si completa con il downgrade della CDP da A+/A-1 ad A/A-1 con outlook negativo.

La cassa di Depositi e Prestiti è un ente pubblico controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il 70% e si occupa di gestione ordinaria per quanto riguarda il finanziamento di opere e servizi pubblici con fondi non garantiti dallo Stato oltre che di gestione separata, che invece è la parte garantita che interessa di più ai cittadini, visto che si occupa direttamente dei prodotti di risparmio postale tanto cari agli italiani: i buoni fruttiferi.

Da oggi i Buoni Fruttiferi sono pericolosi quindi?

Il downgrade (atteso dai più appunto come conseguenza del 19 Settembre) non aggiunge un reale pericolo agli investimenti, ma semplicemente prende atto di una situazione che è andata deteriorandosi con il tempo. Uno strumento finanziario non diventa pericoloso da un giorno all’altro ovviamente, anche se l’effetto “agenzia di rating” ormai lo conosciamo bene e sappiamo che è in grado di gettare nel panico i risparmiatori più fragili. Non si teme tanto dunque per il rischio legato all’insolvenza (che non cambia da ieri ad oggi) piuttosto ci sarà una grande attenzione sull’effetto paura innescato dalle dichiarazioni di S&P che, ripetiamo, rende solamente noto quanto già si doveva sapere.

Ricordiamo infine che quando le Banche Americane sono crollate una dopo l’altra come in un domino, ben poche erano quelle considerate “a rischio”, pertanto quando ci si deve affidare a strumenti finanziari è bene analizzarli a 360° contestualizzando la totalità delle informazioni ben consapevoli che qualsiasi prodotto finanziario non è esente da rischi e le agenzie di rating non sono immuni a “sviste”.

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