Consob e Bankitalia contro criptovalute

di Valentina Cervelli Commenta

L’allarme arriva direttamente da Bankitalia e Consob: i piccoli investitori devono prestare più attenzione al modo in cui gestiscono e posseggono le criptovalute e analizzare in modo più approfondito il loro agire in questo mercato più complesso di quello che si creda.

Fare attenzione alle valute cripto e alla loro volatilità

Le due autorità hanno emesso una nota congiunta nella quale è richiesto a coloro che trattano Bitcoin ed altre valute crypto di impiegare una attenzione particolare nell’osservazione dei “rischi connessi con l’operatività in cripto-attività (crypto-asset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate“. Negli ultimi tempi la popolazione ha iniziato a investire in criptovalute senza conoscerne l’effettiva natura e possedere un particolare senso critico nell’osservare se i propri broker possedessero le capacità necessarie per garantire loro un guadagno in tutta sicurezza. è un dato di fatto ormai riconosciuto che il mercato delle criptovalute abbia tra le sue principali caratteristiche quelle di una forte volatilità che è causa, per molte persone, di perdite ingenti.

Non è la prima volta che la Consob e Bankitalia sì pongono a tutela della sicurezza e dei guadagni di coloro che investono in criptovalute: già in passato avevano messo in guardia investitori e avevano richiamato, come accaduto adesso, anche precedenti avvertimenti di Esma, Eiopa e Eba le quali già nel 2018 avevano sottolineato come le criptovalute siano un bene dalla natura rischiosa e speculativa per le quali è necessario fare attenzione.

Le problematiche delle criptovalute

Le autorità di controllo italiane sostengono che le criptovalute, per loro natura, comportano dei rischi di tipologia differente che vanno dalla scarsa disponibilità di informazioni per ciò che concerne la modalità di determinazione dei prezzi fino ad arrivare alla volatilità delle quotazioni e alla scarsa conoscenza e complessità delle tecnologie che si trovano alla base del loro funzionamento. Non solo: sono palesi anche tutta una serie di mancanze legate alle tutele legali e contrattuali nonché agli obblighi informativi da parte degli operatori.

A tutto ciò andrebbe aggiunto tutto ciò che può “andare storto” per ciò che concerne malfunzionamenti di portafogli elettronici e problemi di cybersicurezza: non è possibile dare per scontata una tutela al 100% in ogni momento in un simile sistema. Appare interessante, in questo caso, il commento fatto da Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, pur condividendo la necessità di attenzione sostiene che asset come Bitcoin possano in futuro avere la capacità di poter diventare una riserva di valore. Questo non esclude la necessità di fare attenzione e di non lasciarsi andare a preoccupazioni relative al fatto che gli attuali sistemi di pagamento possa essere surclassati da Bitcoin.

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