Che cos’è il sequester?

Dal 1° marzo 2013 negli Stati Uniti d’America sono scattati i tagli alla spesa pubblica, a causa del mancato accordo politico tra i Repubblicani e i Democratici. Si tratta del cosiddetto sequester, ovvero il taglio lineare di 85 miliardi di dollari l’anno della spesa pubblica federale americana che servirà per portare avanti il piano di riduzione del debito pubblico. Negli Stati Uniti,ma più in generale in tutto il mondo, c’è da tempo preoccupazione per la costante crescita dell’indebitamento pubblico degli USA. Infatti, dal 1997 il debito di Washington è aumentato quasi del 200%.

Al 30 settembre 2012 il debito pubblico degli Stati Uniti era pari alla cifra astronomca di 16.059 miliardi di euro, ovvero circa 12.300 miliardi di euro. Si tratta del debito nominale più alto del mondo, roba da far impallidire anche i politici italiani che devono fare i conti con un indebitamento monstre da 2.000 miliardi di euro. Negli Stati Uniti, però, c’è una legge che fissa un tetto al debito pubblico. Dal 1997 è stato aumentato già 13 volte: da 5.950 miliardi ai 1.6354 miliardi di dollari di oggi.

STATI UNITI A RISCHIO BANCAROTTA SECONDO OBAMA

Il 70% del debito americano è nelle mani degli investitori, mentre il resto riguarda l’indebitamento previdenziale e sanitario. Nel 2012 il costo degli interessi passivi sul debito è stato pari a 432 miliardi di dollari. Gran parte delle scadenze sul debito sono molto vicine, con effetto wall of maturity entro il 2014. In base al Budget Control Act del 2011, senza un accordo al Congresso per ridurre le spese federali o aumentare la tassazione, il Governo USA sarebbe dovuto intervenire per tagliare la spesa.

DEBITO USA A 16.400 MILIARDI A FINE 2012

Dopo aver trovato un’intesa sul fiscal cliff il 31 dicembre 2012, c’era la necessità di un nuovo accordo entro il 28 febbraio 2013. Ma non c’è stato. L’amministrazione Obama ha dovuto così firmare il cosiddetto “sequester”. I tagli più importanti sono previsti per il Dipartimento della Difesa, che subirà un taglio di circa l’8% pari a 45 miliardi di dollari. Le altre Agenzie federali subiranno tagli che in media saranno pari al 5,3%.

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