Il cacao interrompe il proprio rally dopo ben tre anni

di Redazione Commenta

Il declino del cacao di questa settimana ha rappresentato un evento finanziario eccezionale: in effetti, il rally della commodity alimentare durava da più di tre anni, ma in questo caso hanno avuto la meglio le previsioni globali di offerta, influenzate in maniera negativa dall’incertezza politica della Costa d’Avorio, il maggior produttore al mondo. Tale calo, poi, ha trascinato verso il ribasso anche due altre commodities su cui spesso fanno molto affidamento gli investitori, il cotone e il succo d’arancia. C’è poi da aggiungere come il Ghana, seconda nazione a livello internazionale nel campo della produzione di cacao, abbia acquistato un numero maggiore di semi dagli agricoltori nel corso di questa stagione, visto che il clima mite e l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti hanno consentito di potenziare i raccolti; i prezzi sono saliti di ben diciassette punti percentuali a novembre, subito dopo la pubblicazione degli esiti elettorali ivoriani e l’incertezza della vittoria finale tra Gbagbo e Ouattara.


Comunque, secondo Shawn Hackett, presidente della Hackett Financial Advisors di Boynton Beach, non si tratta che di un problema del breve termine, dunque gli investitori devono convincersi che il tutto comincerà ad assestarsi nel giro di pochi giorni. Il contratto future relativo alle spedizioni di cacao per marzo è sceso fino a quota 81 dollari, cedendo circa 2,4 punti percentuali presso l’Intercontinental Exchange di New York: il precedente rally era cominciato nel mese di settembre del 2007, ma qualche segnale in senso negativo già cominciava ad essere avvertito all’inizio di quest’anno. I futures londinesi, invece, hanno perso 36 sterline (-1,6%).

Circa l’80% degli esportatori della Costa d’Avorio stanno rispettando la sospensione dei rifornimenti mensili, un altro elemento che conferma la situazione di stallo e incertezza. Infine, bisogna anche ricordare che i contratti collegati alle performance del cotone hanno ceduto 4,64 centesimi (-2,7%), nonostante il record di qualche giorno fa, mentre i futures sul succo d’arancia hanno assestato sostanzialmente le perdite (-0,7%).

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