Aviva Investors, due fondi per gli investitori italiani

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Aviva Investors rappresenta un’importante società a capitale variabile di base a Londra e che si occupa in prevalenza di gestione degli assets finanziari per conto dell’omonimo gruppo: le ultime emissioni della compagnia britannica interessano molto da vicino il nostro paese, visto che sono state ideate appositamente per gli investitori italiani e per venire incontro alle loro principali esigenze. Entrando nel dettaglio, c’è subito da dire che i due fondi in questione si chiamano Aviva Convertibles e Aviva Investors Valeurs Europe e faranno riferimento al diritto francese. Uno degli aspetti più interessanti e appetibili in questo senso è sicuramente il rating di cui godono tali strumenti: in effetti, Morningstar ha assegnato ben quattro stelle (si tratta di un giudizio considerato “superiore”, mentre la valutazione massima a cinque stelle configura un fondo come “eccellente”).


La gamma di fondi comuni di investimento di Aviva viene ora a essere arricchita e completata in maniera precisa. Analizziamo, quindi, con cura le caratteristiche dei due prodotti. Anzitutto, il fondo Aviva Convertibles esiste già da diversi anni a livello più ampio e il suo specifico obiettivo è quello di puntare alle performance positive del Jefferies Act. Convertible Bonds, vale a dire il suo indice peculiare di riferimento; come si può facilmente evincere, poi, l’investimento viene effettuato in relazione ai principali bond convertibili internazionali, sfruttando un periodo di tempo pari a due anni.

Riguardo poi al secondo fondo, Aviva Investors Valeurs Europe esiste praticamente dal 2003 e la sua gestione supera i duecento milioni di euro: l’interesse di base in questo caso va ai titoli azionari del Vecchio Continente (senza tralasciare nemmeno la Svizzera e la Gran Bretagna), con un periodo temporale fissato sui cinque anni. Come è stato sottolineato da alcuni analisti, la scelta dell’Europa non è casuale, visto che è proprio essa a offrire le opportunità di crescita più “stuzzicanti” e in questo progetto rientra a pieno titolo anche l’Italia.

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