Aviva Investors, il nuovo fondo sfrutta le tecniche di arbitraggio

Quando ci si appresta a studiare la matematica finanziaria, il concetto di arbitraggio è uno dei più importanti per comprendere le dinamiche di contratti e investimenti: si tratta, nello specifico, dell’operazione di acquisto di un bene o di una attività finanziaria su un determinato mercato, rivendendola poi a un altro. Questa definizione diventerà ancora più strategica per coloro che decideranno di puntare sul nuovo fondo di Aviva Investors, denominato appunto Index Opportunities. La compagnia britannica ha infatti annunciato da qualche giorno l’emissione di questo specifico prodotto, il quale, prendendo spunto dalla direttiva comunitaria Ucits III, vuole mettere a disposizione dei propri clienti tutti i vantaggi derivanti dalle inefficienze del prezzo, fattispecie che si verifica quando gli indici azionari vengono sostanzialmente revisionati.


Il fondo, il quale fa parte della gamma Absolute Returns della società di Londra, viene incontro, in particolare, a quei risparmiatori che cercano un rendimento assoluto. Ned Kelly e Iyad Farah saranno i due gestori dello strumento in questione, un compito piuttosto prestigioso, visto che occorrerà monitorare ben venticinque indici del Nord America, dell’Europa, ma anche dei principali mercati emergenti e dell’Asia-Pacifico. Le conseguenze principali che derivano dalla rivisitazione dei fondi e dei portafogli sono tutte a vantaggio della liquidità; in aggiunta, il fondo di Aviva andrà a sfruttare le posizioni più lunghe nei vari titoli. Tra l’altro, bisogna sottolineare come gli indici abbiano conquistato una fetta sempre maggiore del mercato, ed è stata proprio questa crescita a sviluppare le anomalie più grandi.

Secondo i vertici di Aviva, inoltre, ci si attende una allocazione importante da parte degli investitori passivi, ma anche una buona serie di arbitraggi grazie ai cosiddetti “rimpasti” degli indici. C’è infine da dire che il rendimento assoluto di ogni anno viene calcolato come il tasso Euribor mensile, a cui si deve sommare una maggiorazione del 5% e un target di volatilità che ha la stessa percentuale.

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