Aumento capitale Monte Paschi 2013

La confusa e recente riunione dell’assemblea dei soci Monte dei Paschi di Siena, alla quale sono intervenuti numerosi nomi di spicco – è stata contraddistinta da polemiche talmente accese da far correre il rischio di passare in secondo piano quella che avrebbe dovuto essere la “vera” notizia: la delibera di aumento di capitale sociale da parte dell’assemblea straordinaria, con una maggioranza pari al 98,75 per cento, e sei ore di discussione.

L’aumento da 4,5 miliardi di euro si è di fatti reso necessario per poter metter mano su nuove tranche dei c.d. “Monti Bond”, al fine di poter ripatrimonializzare in maniera più opportuna la banca. Secondo quanto dichiarato dal presidente del consiglio di amministrazione Profumo, la maggior parte dei rimborsi dei Monti Bond avverranno già entro la fine del 2015, mentre la rimanente parte giungerà a rimborso nel beve medio termine, affinchè si eviti una loro trasformazione in capitale trasferito al tesoro, che diventerebbe il principale azionista della società (vedi anche Patrimonio MPS – nuove dichiarazioni della banca).

L’assemblea era tuttavia intrisa di sentimenti di protesta, e il discorso è tornato ben presto sui derivati e sullo scandalo che ha portato Mps in una condizione di difficile sostenibilità. “Quando” – è dovuto in merito intervenire l’amministratore delegato Viola – “ci saranno tutti gli elementi per valutare l’impatto di questi strumenti, convocheremo un cda e daremo cifre precise. Ma già a novembre abbiamo esaminato il tema e chiesto di aumentare i Monti bond di 500 milioni”.

Quindi, una parola sul precedente direttore generale, il cui licenziamento – ha spiegato il manager – è stato il presupposto per “aprire i cassetti”. “Ora, a mia conoscenza, non ce ne sono altri da aprire, ma prima devo finire il lavoro. Non siamo di fronte ai soliti derivati che si vedono a colpo d’occhio nei bilanci”. Secondo Profumo, le cifre non metterebbero in discussione l’operatività della banca (vedi anche Banca Mps -2,3% in borsa dopo altolà Bce sui Monti-bond).

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