Assets reali: il possibile boom del settore vinicolo

di Redazione Commenta

Una nuova fase economica è all’orizzonte, dopo che la Federal Reserve ha provveduto a creare nuova moneta attraverso delle operazioni atipiche; lo stesso discorso si può fare se si osserva l’atteggiamento della Banca Centrale Europea, la quale è pronta a nuove manovre per quel che concerne i prestiti bancari. Gli investitori finanziari devono quindi essere in grado di leggere nella maniera più adeguata possibile questi nuovi trend, puntando sulla fase rialzista che potrebbe poi aprirsi nel medio termine. Secondo la maggior parte degli analisti, la data di svolta non è molto lontana dal punto di vista temporale, anzi è quanto mai necessario ridimensionare il debito che è stato sfruttato per il finanziamento delle posizioni.

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Il consiglio spassionato è pertanto quello di fare affidamento su determinati assets reali, venduti in gran massa proprio per il rimborso di una porzione del debito menzionato in precedenza (una delle tante cause della recessione). Sono proprio tali assets ad essere tornati attuali in questo preciso momento storico e c’è un settore ben preciso che sta per approfittare di questa situazione, quello vinicolo, oltre ai terreni e alle etichette di maggior pregio. In effetti, sarà sicuramente il rialzo del tasso di inflazione, un fatto che accompagnerà con tutta probabilità il nuovo ciclo di cui si sta parlando.

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Le aziende attive nella produzione e commercializzazione del vino sono un assets reale in tutto e per tutto, dunque le valorizzazioni economiche non possono che essere benefiche: la riallocazione del portafoglio potrà avvenire in tempi piuttosto rapidi, un ulteriore elemento che dovrebbe far propendere per una soluzione simile. Ovviamente, bisognerà tenere conto delle scelte di ogni singolo management, visto che non tutte le imprese adotteranno le medesime scelte, ma quello che conta è sempre il valore dei beni che sono gestiti e della fetta di mercato che può vantare la stessa compagnia.

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