Un calo inatteso per il platino

Il primo calo delle scorte minerarie di platino dopo ben quattro anni, insieme al record fatto registrare dalle vendite di autovetture, hanno rappresentato i due elementi preponderanti per quel che concerne le performance del metallo: in effetti, si parla già di un calo della produzione pari a quattro punti percentuali, per un totale complessivo di 6,14 milioni di once nel corso di questo 2012. Un altro dei motivi determinanti in tal senso è senza dubbio la serie di scioperi che andranno a coinvolgere le miniere del Sudafrica, il maggior produttore al mondo di platino, come è stato stimato in questi ultimi giorni da Barclays. Questo vuol dire che il surplus di output è destinato a diminuire di ben novanta punti percentuali, fino a circa 37mila once.

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In aggiunta, bisogna anche sottolineare come i prezzi medi dovrebbero essere pari a 1,750 dollari l’oncia nel quarto trimestre, il 22% in più rispetto a quelli che si possono rilevare ora. Tra l’altro, il metallo in questione, il quale viene sfruttato, in particolare, per realizzare gioielli e catalizzatori per auto, ha subito un rallentamento del 16% negli ultimi tre mesi, tanto che gli hedge funda ad esso collegato sono ora impostati al rialzo, a causa della speculazione diffusa. Come hanno spiegato diversi analisti finanziari, il platino risulta essere davvero molto economico in questo preciso momento storico; le scorte stanno contribuendo decisamente a questa situazione, visto che il prezzo tende ad accelerare a causa delle minori offerte.

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Gli investitori devono dunque tenere conto di tali elementi nel caso in cui vogliano affidarsi ai contratti futures collegati al metallo. Infine, bisogna sottolineare come gli stessi hedge fund e altri fondi speculativi hanno ridotto le loro scommesse su un possibile rally di ben il 70%, le quali si riferiscono a 6.200 futures e opzioni americani (i dati sono trimestrali).

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