Via libera al bond Enel: rendimenti dal 3,4 al 4%

di Simone 1

 La Consob ha dato finalmente il suo via libera all’emissione delle obbligazioni dell’Enel, le quali beneficiano sia di un tasso fisso che di un tasso variabile: si tratta di un prodotto finanziario riservato espressamente alla clientela retail, e in proposito la società ha già provveduto a comunicare tutti i dettagli dell’operazione. Anzitutto, il valore complessivo massimo di questa offerta ammonta a circa 2 miliardi di euro, anche se bisogna sottolineare che l’importo potrà essere incrementato fino a 3 miliardi. La clientela retail di riferimento sarà rappresentata, in particolare, da belgi, francesi, tedeschi e lussemburghesi: l’offerta avrà inizio fra tre giorni per poi concludersi il 26 febbraio, ma sono previste delle possibili chiusure anticipate o delle proroghe, secondo quanto verrà indicato dal prospetto. Come si potrà procedere in questo senso? Le sottoscrizioni potranno avvenire presso i collocatori delle obbligazioni dell’Enel a tasso fisso o variabile, partendo da un investimento minimo di 2.000 euro, ovvero due obbligazioni del valore nominale di 1.000 euro ciascuna.

 

Ma non ci si ferma qui. Infatti, l’investimento può anche essere aumentato con il minimo di una obbligazione e sempre per un valore nominale pari a 1.000 euro per ognuna di esse. Il risparmiatore potrà sottoporre a negoziazione i bond in qualsiasi momento successivo all’emissione degli stessi ai prezzi di mercato: il Mot sarà per l’appunto il mercato di riferimento. Ma passiamo a esaminare un elemento fondamentale di questi strumenti, il loro rendimento.

 

C’è da dire che gli interessi maturati, nell’ipotesi di tasso fisso, verranno corrisposti ai sottoscrittori ogni anno in via posticipata: il rendimento sarà determinato dalla somma a un tasso mid swap a 6 anni rilevato al termine del periodo d’offerta. Riguardo invece il tasso variabile, la corresponsione avverrà ogni sei mesi e il rendimento sarà indicizzato al tasso Euribor semestrale, maggiorato di un altro margine di rendimento. Infine, c’è da dire che la gestione dell’offerta spetterà a un consorzio di banche, composto da Banca Imi, Unicredit e Bnp Paribas.

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