Eni: dividendo esercizio 2009 ad un euro per azione

di Fil 2

 Il dividendo 2009 del colosso energetico Eni è di un euro per azione rispetto ai 1,30 euro per azione pagati per l’esercizio 2008; questo è, infatti, quanto intende proporre all’Assemblea degli azionisti, per la relativa approvazione, il Consiglio di Amministrazione della società del cane a sei zampe. L’euro per azione di dividendo comprende altresì i 0,50 per azione retrocessi agli azionisti nel mese di settembre scorso come acconto sul dividendo 2009; ne consegue che gli azionisti a valere sullo scorso anno riceveranno altri 0,50 euro per azione in data 27 maggio prossimo e con stacco cedola previsto per il 24 maggio del 2010. Il CdA ha proposto la cedola in concomitanza con l”annuncio dei dati relativi al quarto trimestre 2009 ed al preconsuntivo annuale; il 2009, in accordo con le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato, Paolo Scaroni, è stato un anno difficile per il comparto, ma in tale contesto Eni, comunque, è riuscita a conseguire sia risultati superiori alle aspettative, sia tra i migliori dell’industria.

Anche il 2010 è atteso come un anno difficile, ma in ogni caso, ha sottolineato l’Ad della società, Eni sarà in grado di generare sia buoni risultati, sia creazione di valore per gli azionisti sulla base del proprio ed eccellente posizionamento strategico sul mercato. Per quel che riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, Eni, pur in un contesto caratterizzato da elevati livelli di volatilità, stima una leggera ripresa mondiale sia dei consumi di petrolio, sia dei consumi di gas.

In ogni caso, per il business della raffinazione Eni prevede che i margini siano destinati per quest’anno a rimanere deboli in assenza di un recupero dei fondamentali solido. Il management stima così per il 2010 di Eni una produzione di idrocarburi su livelli non inferiori a quelli del 2009 e vendite di gas in linea con i livelli dello scorso anno in virtù del fatto che a fronte dell’attesa, anche se lieve, ripresa della domanda in Europa, ci sono da scontare maggiori pressioni competitive sul mercato italiano.

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