Unicredit: aumento di capitale, adesioni al 98,23%

di Fil 1

 Si è chiusa con forti adesioni l’offerta in opzione agli azionisti relativa all’aumento di capitale per complessivi quattro miliardi di euro da parte del colosso bancario europeo Unicredit. A conclusione del periodo di offerta, in Italia, Polonia e Germania, infatti, sono state sottoscritte, in accordo con quanto ha reso noto il Gruppo bancario, numero 2.472.338.679 azioni ordinarie Unicredit di nuova emissione, che corrispondono al 98,23% sul totale; il dato definitivo potrà essere oggetto di variazioni legate alla facoltà di revoca concessa per l’offerta in opzione in Polonia ed in Germania. L‘inoptato, ovverosia i diritti non esercitati saranno riofferti in Borsa in base ad un calendario che Unicredit provvederà successivamente a diffondere alla comunità finanziaria; al termine del periodo di riofferta in Borsa dei diritti, quelli eventualmente non esercitati saranno comunque sottoscritti da un consorzio di garanzia.

Dopo la chiusura dell’operazione di ricapitalizzazione, scelta come soluzione per rafforzare i propri indici di patrimonializzazione dopo la “rinuncia” ai Tremonti Bond, per quanto riguarda le operazioni future, il Consiglio di Amministrazione di Unicredit, in accordo con le dichiarazioni rilasciate dall’Amministratore Delegato, Alessandro Profumo, si dovrebbe intanto riunire nei primi giorni del prossimo mese di agosto al fine di deliberare su un piano di riorganizzazione annunciato nelle scorse settimane. Unicredit Group, infatti, punta alla fusione dei cinque istituti di credito che controlla, ovverosia Unicredit corporate banking, Unicredit Banca di Roma, Unicredit private banking, il Banco di Sicilia e UnicreditBanca.

L’Ad del Gruppo bancario ha tra l’altro spiegato che per la riorganizzazione non ci sarà bisogno dell’approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti di Unicredit Group in quanto i cinque istituti sopra citati risultano essere controllati al 100% dalla holding. A conclusione dell’iter, che prevede tra l’altro anche la necessaria autorizzazione all’operazione da parte della Banca d’Italia, l’efficacia della fusione dei cinque istituti nella holding è attesa a partire dal prossimo 1 novembre 2010.

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