Titoli di Stato italiani più rischiosi dei greci

di Valentina Cervelli Commenta

Un sorpasso del quale si sarebbe fatto a meno: nella giornata del 7 settembre 2019 è stato registrato come i tassi dei titoli di Stato a 10 anni della Grecia siano scesi rispetto ai btp di pari durata. Cosa significa questo?

Cosa è successo ai Titoli di Stato

E’ possibile spiegarlo in poche parole: investire sui titoli di Stato italiani è più pericoloso che farlo su quelli greci. Qualcosa che il mondo della Finanza non vedeva accadere dal 2008, antecedentemente all’entrata della Grecia in quella che è stata la sua crisi più profonda che ha necessitato di diversi anni e tre diversi piani di salvataggio per poter essere messa alle spalle. Va detto che gli analisti già da qualche giorno si aspettavano questo sorpasso e che allo stesso tempo poi i btp italiani si sono riportati in vantaggio di due punti base: ma la vicinanza è estrema ed il risultato non cambia, soprattutto se si pensa che la Grecia ha finito la giornata di ieri in vantaggio sulle scadenze a 5, 7 e 15 anni.
Non si tratta di un avvenimento da poco se si considera la situazione macroeconomica italiana che mostra come attualmente il paese ellenico ha un rating pari a BB- e quindi più basso del BBB italiano di quattro “gradini” e che ad inizio 2019 l’Italia risultava “in vantaggio” di 170 punti sui titoli di Stato a 10 anni. C’è da chiedersi come questo divario si sia ristretto.

Perché Italia ha perso vantaggio su titoli di Stato

Prima di rispondere a questa domanda implicita è necessario sottolineare come il rendimento dei titoli di Stato italiani non sia peggiorato, anzi: si è passati dal 2,8% all’1,25%, con uno straordinario 0,8% ad agosto. Il punto è che il rendimento dei titoli greci è calato di più passando dal 4,38% all’1,27%. La motivazione, per ciò che riguarda la Grecia è da legare in particolare alle elezioni dello scorso luglio che hanno portato al governo Kyriakos Mitsotakis le cui politiche neo-liberiste hanno mostrato di essere gradite dai mercati e agli investitori internazionali.
Per ciò che concerne l’Italia l’andamento dello spread ed il rendimento dei btp hanno subito l’influenza di una politica che non piaceva ai mercati: nel novembre del 2018 lo spread superava i 300 ed il rendimento dei titoli di Stato balzava al 3,5% in concomitanza degli attacchi della maggioranza Lega-M5S nei confronti dell’Unione Europea in merito alla legge di bilancio. La situazione ha iniziato a migliorare con il cambio di Governo, ma l’insediamento non occorso da molto non è riuscito a mitigare tutti gli effetti della precedente sfiducia degli investitori.

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