Tassi titoli di Stato: il confronto tra Italia e Germania

di Fil Commenta

 Quella attuale sui mercati finanziari è una fase di grande tensione e di nervosismo tra gli investitori non solo per l’azionario e per i mercati valutari, ma anche per il mercato dei titoli di Stato, i cui rendimenti registrano oramai ogni giorno una volatilità superiore alla media degli ultimi mesi. Il salvataggio della Grecia, e la rete di protezione da 750 miliardi a difesa dell’euro, non hanno infatti convinto del tutto i mercati. Intanto, ad inizio maggio il picco massimo di differenziale di tasso tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, con scadenza a dieci anni, a conferma di quanto detto, è stato pari a ben 147 punti base rispetto ad una media che nello scorso mese di aprile si è attestata a 83 punti base. A rilevarlo è l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, nel suo Monthly Outlook del mese di maggio 2010, la quale ha inoltre rilevato, comunque, come il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano ad aprile sia rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla media di marzo 2010 quando il valore era stato pari a 81 punti base.

L’Associazione Bancaria ha inoltre fornito l’ultimo dato disponibile sulle emissioni lorde di obbligazioni bancarie in Italia; trattasi, nello specifico, del dato di febbraio 2010 che ha fatto registrare una diminuzione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel dettaglio, le emissioni lorde di titoli di Stato italiani a febbraio 2010 sono state pari a 40,4 miliardi di euro rispetto ai 48 miliardi di euro del febbraio 2009; decisamente più ampio è stato il calo nello stesso mese di riferimento, per le emissioni lorde di obbligazioni bancarie che sono state pari a 14,8 miliardi di euro nel febbraio 2010 rispetto ai ben 33,6 miliardi di euro del febbraio 2009.

Per quanto riguarda i titoli di Stato italiani, nonostante l’aumento della volatilità, c’è da mettere in risalto il fatto che le ultime emissioni effettuate dal Tesoro, in particolare sul medio e lungo termine, hanno fatto registrare una domanda ben superiore all’offerta a conferma di come nonostante la situazione macroeconomica e finanziaria generale gli investitori nutrano ancora una fiducia salda sui titoli del debito pubblico tricolore.

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