Fondo salva-stati Efsf emette bond con rendimenti negativi

di ND82 Commenta

Il fondo salva-stati europeo (Efsf), ovvero European Financial Stability Facility, ha emesso per la prima volta da quando è in vigore dei bond con un tasso negativo per i bills a 6 mesi, del tipo zero coupon per cui sono da considerare come l’equivalente dei Bot. Lo ha reso noto la Bundesbank, cioè la Banca Centrale tedesca, che si occcupa della gestione di questo tipo di operazioni. Il fondo salva-stati ha collocato 1,488 miliardi di euro di titoli a 6 mesi a un prezzo di 100,00595 che equivale a un rendimento di -0,0113%.

La richiesta da parte degli investitori è stata pari a 4,425 miliardi di euro, ovvero oltre tre volte l’offerta. Nell’asta del 19 giugno scorso, invece, il fondo salva-stati aveva emesso 1,5 miliardi di euro di titoli semestrali ad un rendimento decimale dello 0,1421%, che era risultato già più basso rispetto alla precedente asta. Il rendimento negativo dei titoli percepiti come sicuri dagli investitori è una delle conseguenze paradossali nate con la crisi dell’euro.

Gli investitori acqquistando titoli con tasso negativo accettano di farsi rimborsare a scadenza una somma inferiore a quella prestata nel giorno dell’emissione. Il buon riscontro nell’asta di ieri dei titoli Efsf arriva dopo il taglio dei tassi della Bce, che ha portato a inizio mese i tassi di interesse al minimo storico dello 0,75%, e all’interno di un contesto positivo per le ultime emissioni di obbligazioni sovranazionali. Il rendimento offerto dai bills semestrali targati Efsf è più o meno simile a quello dei titoli tedeschi di pari scadenza (-0,01%).

I titoli francesi semestrali rendono poco più dello zero, mentre i Bot italiani l’1,41% e quelli spagnoli il 2,68%. Ieri anche il Belgio ha emesso per la prima volta titoli con rendimenti negativi, nonostante il paese sia stato qualche tempo fa alle prese con una crisi politica e del debito non di poco conto. Secondo il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, i tassi negativi sono “il segno di un’inefficienza dei mercati”.

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