Stress test negli USA: ok 15 banche su 19

di Francesco 3

La causa principale (se non l’unica) della crisi dei sub-prime è stata l’esposizione poco trasparente ed azzardata delle banche USA, che si sono trovate scoperte davanti alla bufera finanziaria che ha investito gli States e poi il Mondo intero. Vista la scottatura recente è logico chiedersi se al giorno d’oggi le stesse condizioni di crisi (o simili) potrebbero portare ad un nuovo tracollo finanziario ed è per questo che vengono fatti gli stress test sul settore bancario.

Pur escludendo l’eventualità che succeda due volte la stessa cosa è lecito assicurarsi che il settore sia uscito rafforzato dalla crisi; durante la riunione ieri del FOMC, la FED ha annunciato i risultati di questi stress test, ed il risultato è positivo.

L’intero comparto è pronto a sostenere un calo dell’azionario del 50% con un tasso di disoccupazione del 13%, insieme ad una perdita dell’immobiliare superiore al 20%; nel dettaglio 15 banche su 19 resisterebbero, secondo le simulazioni, ad uno scenario quasi apocalittico come descritto mentre a non superare il test sarebbero SunTrust, Metlife, Ally Finanzial e Citigroup.

La peggiore in assoluto è risultata essere Ally Financial. Bene invece Wells Fargo, Goldman Sachs, Morgan Stanley e JP Morgan; proprio quest’ultima ieri ha annunciato a seguito un aumento del dividendo da 0.25$ a 0.30$. Anche Wells Fargo nella stessa giornata aumenta la cedola trimestrale da 12 a 22$ mentre nessuna dichiarazione è stata fatta da Bank of America, come invece ci si poteva aspettare.

Se oltre oceano sono pronti a far fronte ad uno scenario catastrofico, altrettanto non si può dire per il Vecchio Continente che invece se dovesse incontrare difficoltà sulla via del recupero intrapresa negli ultimi mesi probabilmente rischierebbe un nuovo tracollo finanziario con la BCE che per l’ennesima volta verrebbe colta impreparata.

BORSE IN RIPRESA, BENE IL SETTORE BANCARIO

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