Shell emette obbligazioni a tre e dieci anni

di Redazione Commenta

Il colosso petrolifero Royal Dutch Shell ha emesso due tranche di titoli obbligazionari, per un importo complessivo di 1,75 miliardi di dollari: la scelta è ricaduta su dei bond a tre anni (scadenza prevista nel 2015), i quali beneficeranno di un rendimento di 0,30 punti percentuali superiore a quello dei medesimi titoli del Tesoro, senza dimenticare la scadenza decennale, il cui spread sarà pari allo 0,75%. Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che i ritorni economici effettivi sono pari, rispettivamente allo 0,633% e al 2,363%.

Il comunicato ufficiale non ha comunque spiegato che cosa intende fare la multinazionale olandese con i proventi di questa offerta: il prospetto ha reso note le intenzioni della compagnia di espandere il business del gas attraverso degli investimenti mirati nel segmento del gas naturale liquefatto e nei progetti dei gas liquidi. Ma questo trend dura già da qualche tempo, visto che nel 2011, ad esempio, Shell decise di affidarsi ad alcuni piani con una partnership in Qatar: proprio in quel periodo, inoltre, il dividendo trimestrale fu da quarantadue centesimi per la precisione. Le obbligazioni che si stanno descrivendo sono state vendute dal braccio finanziario del gruppo dell’Aia, vale a dire la Shell International Finance Bv, con una garanzia incondizionata da parte della società madre.

Il mercato in questione è stato sondato per l’ultima volta nel mese di agosto, quando fu emessa una tranche da 2,5 miliardi di dollari. I rating sono ovviamente fondamentali in tutto questo discorso. Nel dettaglio, Moody’s dovrebbe valutare i bond di Shell con un Aa1 (il secondo più alto giudizio in base alla griglia dell’agenzia americana), mentre Standard & Poor’s punterà su un rating leggermente più basso, ovvero AA (un gradino inferiore a quello visto in precedenza, ma sempre compreso nell’affidabilità ottima degli investimenti). In conclusione, c’è da sottolineare come la sottoscrizione della cessione obbligazionaria sia stata gestita da Barclays e da Goldman Sachs.

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