Scenario ribassista per i futures sul rame a fine 2012

di Redazione Commenta

E’ da qualche tempo che gli analisti finanziari hanno una view negativa sul rame. Sono diversi i fattori tecnico-fondamentali a sostenere questa visione, in primis i timori di un deciso rallentamento economico nei prossimi mesi sia dei paesi maggiormente sviluppati sia della Cina, che è il principale consumatore mondiale di rame al mondo con un peso del 40% sulla domanda globale del metallo rosso. A tingere di grigio il quadro del rame ci ha pensato anche l’aumento delle scorte al London Stock Exchange (LSE).

Infatti nei magazzini dell’LSE il livello delle scorte è salito ai massimi degli ultimi 4 anni a 240.525 tonnellate. Inoltre, in Cina le fonderie starebbero valutando l’ipotesi di esportare il rame a prezzi fissi attraverso contratti di lungo termine. Gli analisti di Deutsche Bank fanno notare come le scorte siano in forte aumento anche nel mercato belga di Anversa, dove la crescita degli stock fa pensare ad un eccessivo surplus di offerta.

Secondo il parere di Richard Wilson di Wood Mackenzie, la Cina starebbe fronteggiando uno spread negativo di oltre 400 dollari tra le quotazioni sul mercato a termine di Shanghai e quello di Londra. Seconso l’esperto, si tratta di una condizione di mercato in grado di favorire una decisa correzione dei prezzi. Inoltre, bisogna considerare che a settembre il Cile – grande produttore di rame – ha messo sul mercato 430.5522 tonnellate di metallo rosso, ovvero il 4,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi nove mesi dell’anno la produzione di rame è cresciuta del 4% su base annua a 3.982 tonnellate.

Intanto, il principale produttore cileno Antofagasta ha fatto sapere che per l’anno in corso il target produttivo delle 700mila tonnellate resterà invariato come da guidance di inizio anno. A Londra i futures sul rame sono in calo dell’8% dai top di metà settembre scorso di area 8.400 dollari per tonnellata. La discesa sotto 8.000 dollari dovrebbe spingere i prezzi ulteriormente al ribasso verso 7.500$ – 7.200$ per tonnellata.

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