Rischio “effetto-maggio” con le borse a livelli record

di ND82 Commenta

Con l’inizio di maggio il tormentone borsistico “sell in may and go away” (vendi a maggio e scappa via) si ripresenta con puntualità. Oggi, ancora di più rispetto al passato, questo vecchio adagio di Wall Street assume particolare importanza, visto che le borse americane sono sui livelli più alti della loro storia. In base a questo detto gli investitori dovrebbero uscire dal mercato a maggio per evitare fregature nei mesi estivi, quando i volumi di scambio sono solitamente al di sotto della media stagionale. Quanto c’è di vero in questo rito?

Gli esperti di Ubs Wealth Management hanno provato ad analizzare i rendimenti che si sarebbero ottenuti dal 1928 ad oggi seguendo questo detto. Secondo Chris Wright e James Purcell, global investment office di Ubs, “un investitore che nel 1928 avesse investito 100 dollari nell’S&P500 e adottato la strategia della vendita a maggio, oggi avrebbe un investimento di 4mila dollari”. Si tratta, dunque, di un ritorno di 40 volte superiore all’investimento iniziale.

I due esperti proseguono affermando che “in alternativa, gli stessi 100 dollari investiti dal 1928 solo da maggio a settembre oggi avrebbero fruttato un valore di poco inferiore a 200 dollari”. Insomma, un investimento decisamente perdente. Tuttavia, i due guru di Ubs ritengono che uscire oggi dall’azionario sarebbe un errore. In base ai loro studi emerge che “anche se i mesi estivi storicamente generano rendimenti mediamente inferiori a quelli del resto dell’anno, da maggio a settembre, complessivamente, risultano sempre positivi a uno 0,8% annuo”. In regime di capitalizzazione composta un investimento di 100 dollari investiti nel 1928 varrebbero oggi più di 8mila dollari se investiti per l’intero periodo”.

In base ai dati dell’equity Usa dal 1928 ad oggi, settembre è l’unico mese dell’anno che evidenzia una performance particolarmente negativa. Tra l’altro come dimenticare eventi con forte impatto sui mercati azionari, come l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2011 e il crack di Lehman Brothers del 15 settembre 2008. Mentre si riscontra a Wall Street quinta migliore fase “Toro” dal 1929, la prudenza è d’obbligo anche se gli analisti di Ubs Wealth management restano molto positivi sull’azionario.

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