Rimborsi Facebook presentati alla SEC

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Il Nasdaq si “scusa” al mondo finanziario presentando il piano di rimborso per i sottoscrittori delle azioni di Facebook in quella che è stata l’IPO più fallimentare dei nostri tempi. I problemi tecnici dei primi 30 minuti di contrattazioni di quel “maledetto giorno” sono costate milioni di euro agli investitori che non hanno potuto agire direttamente nè sulle posizioni aperte nè sugli ordini condizionati a mercati.

L’impossibilità di seguire l’evoluzione dell’IPO ha spinto gli investitori ad aprire una causa, accettata da chi si è occupato del collocamento; alle accuse il Nasdaq risponde con un piano di rimborso da 40 milioni di dollari, presentato alla SEC (la “Consob” Americana) per l’accettazione. Quasi 14 miliardi di dollari saranno restituiti in contanti, mentre il resto verrà concordato tra benefit e sconti sulle commissioni sulle prossime transizioni. 

Non è l’archiviazione della causa però che spiegherà il crollo del social network; la valutazione nella parte alta della forchetta prevista a 38 dollari si è rivelata immediatamente sopra le aspettative reali. Per quanto infatti nel futuro Facebook potrebbe affermarsi come azienda leader nell’hi-tech, attualmente la strada da fare è ancora tanta e non vi sono i presupposti per una quotazione ed una capitalizzazione tanto alta.

NASDAQ RIMBORSA INVESTITORI FACEBOOK

Il mondo finanziario concorda attualmente per un valore di 25 dollari per azione, quasi raggiunto dalle evoluzioni del book di negoziazione proprio negli ultimi giorni di trading. La visione più realistica lascia comunque aperte le porte per il futuro; l’espansione del social network ed una revisione della raccolta pubblicitaria sono possibili e non è escluso che nei prossimi sei mesi del 2012 si possa tornare a vedere i 38 dollari per azione, anche se gli analisti sono ora restii a pronunciarsi.

CAUSA AL NASDAQ PER IPO DI FACEBOOK

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