Rating Telecom Italia – febbraio 2013

di Redazione Commenta

Lagenzia internazionale Moody’s ha dichiarato di aver ridotto il rating su Telecom Italia. In particolare, l’agenzia ha affermato di aver operato il downgrade sulle emissioni della compagnia telefonica italiana, con una decisione che non sembra aver generato grande sorpresa da parte degli osservatori. Vediamo dunque quali sono le motivazioni che hanno condotto Moody’s a ridurre il giudizio sulle emissioni dell’azienda italiano.

Nello specifico, Moody’s ha ridotto il rating Telecom Italia da Baa2 a Baa3, con un outlook negativo che lascia presagire che, nel medio termine, e soprattutto se la situazione del Paese non dovesse migliorare, possano esservi ulteriori ritocchi al ribasso (vedi anche Telecom Italia prossime mosse).

L’azione – si legge in un comunicato dell’agenzia – è dovuta alla pubblicazione dei risultati dell’esercizio 2012. “Il declassamento dei rating di Telecom Italia” – spiega di fatti Moody’s – “riflette gli accresciuti rischi derivanti al suo business dal difficile contesto operativo nel suo mercato chiave, quello domestico”.

A deludere parzialmente è la decisione di ridurre i dividendi del 54 per cento e la predisposizione di un piano di emissioni obbligazionarie contraddistinto con bond ibridi. Due provvedimenti che – comunica l’agenzia di rating – “non sono sufficienti a compensare pienamente l’accresciuto rischio per la compagnia”. Di fatti, prosegue Moody’s, “pressioni al ribasso sul rating potrebbero potenzialmente aversi se Telecom Italia” devierà dal piano di riduzione del debito annunciato.

Oltre a Moody’s, negli ultimi giorni anche altri operatori hanno avuto la possibilità di esprimere il loro rinnovato giudizio sulla compagine. Nomura e Deutsche Bank hanno ad esempio ridotto il proprio target price sul titolo a 0,82 euro e 0,68 euro, rispetto ai precedenti 1,24 euro e 1,18 euro, con rating reduce (nel primo caso) e buy (nel secondo). Anche JpMorgan ha scelto di ridurre il target price di Telecom Italia, con una riduzione da 1,05 euro a 0,95 euro, mantenendo in questo caso il rating neutral.

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