Quali rischi dal rialzo dei tassi sui bond USA

di ND82 Commenta

 Nell’ultimo mese i mercati finanziari sono stati scossi da un’improvviso boom dei tassi sui titoli di stato e i corporate bond. Questa fiammata dei tassi è stata particolarmente rilevante sui Treasuries USA, che hanno visto il rendimento balzare al 2,6% in meno di due mesi, con un incremento superiore al punto percentuale. Anche in Europa è avvenuto un deciso aumento dei tassi sia in asta che sul mercato secondario, tanto che lo spread Btp-Bund è volato temporaneamente fino a 311 sui massimi a cinque mesi.

Secondo gli esperti del mercato dei bond, questo improvviso exploit dei tassi non può proseguire ai ritmi visti negli ultimi tempi, per cui l’allarme-tassi è destinato a rientrare. Fino a due mesi fa i rendimenti sui T-Bond USA erano davvero troppo bassi, ma ora stanno salendo in modo fin troppo rapido. Non bisogna dimenticarsi poi che la FED può contare ancora su diversi strumenti di politica monetaria per evitare nuove fiammate dei tassi.

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Del resto Bernanke ha soltanto annunciato la possibilità di una riduzione del programma di quantitative easing nei prossimi mesi, ma a patto di assistere a una crescita economica più sostenuta e a una diminuzione della disoccupazione. Ad ogni modo il piano di acquisti di bond da 85 miliardi di dollari al mese va ancora avanti e non è stato assolutamente fermato. Secondo Gianni Lupotto, consulente finanziario indipendente di Lupotto & Partners, “c’è stata una reazione eccessiva alle parole di Bernanke” pronunciate lo scorso 19 giugno, quando veniva prospettata la exit strategy della FED. Inoltre, secondo Lupotto, “la FED non ha fatto alcuna dichiarazione che faccia anche lontanamente presagire un aumento dei tassi”.

Secondo molti analisti finanziari il rialzo dei tassi sui bond USA era inevitabile, in quanto ormai su valori troppo bassi. Tuttavia, nei prossimi mesi potrebbe esserci ancora margine di crescita per le quotazioni dei T-Bond USA, soprattutto in vista di un approdo del cambio euro-dollaro a 1,20 entro fine anno. Secondo Massimo De Palma, responsabile asset management per Swiss & Global AM Sgr, “è positivo che i tassi USA salgano perché si tratta di un processo di normalizzazione in una fase di miglioramento del ciclo economico”.

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