Aviva Investors, due fondi per gli investitori italiani

Aviva Investors rappresenta un’importante società a capitale variabile di base a Londra e che si occupa in prevalenza di gestione degli assets finanziari per conto dell’omonimo gruppo: le ultime emissioni della compagnia britannica interessano molto da vicino il nostro paese, visto che sono state ideate appositamente per gli investitori italiani e per venire incontro alle loro principali esigenze. Entrando nel dettaglio, c’è subito da dire che i due fondi in questione si chiamano Aviva Convertibles e Aviva Investors Valeurs Europe e faranno riferimento al diritto francese. Uno degli aspetti più interessanti e appetibili in questo senso è sicuramente il rating di cui godono tali strumenti: in effetti, Morningstar ha assegnato ben quattro stelle (si tratta di un giudizio considerato “superiore”, mentre la valutazione massima a cinque stelle configura un fondo come “eccellente”).

Commodities e Etc: Lyxor si affida a petrolio e oro

Si è parlato spesso di Lyxor, la società francese che si occupa prevalentemente di gestione degli assets finanziari, ed il riferimento è andato quasi sempre agli Etf: gli Exchange Traded Fund dominano di gran lunga i discorsi relativi ai fondi comuni di investimento, ma non bisogna dimenticare gli Etc (Exchange Traded Commodity), strumenti ibridi che consentono di puntare su materie prime e commodities. Sono stati accolti con grande favore, quindi, i quattro Etc targati Lyxor (la tipologia in questione è quella Etn, per le esposizioni un singolo bene), i quali beneficiano di Codeis Securities Sa (compagnia che fa parte della stessa Lyxor) come emittente.

California: la candidata Fiorina chiede hedge fund più trasparenti

Le elezioni per il Senato americano stanno per entrare nel vivo e nello stato della California si è deciso di puntare anche e soprattutto sulle materie finanziarie: l’intervento di maggior rilievo in tal senso è stato quello di Carly Fiorina, la quale si appresta a divenire la prima senatrice repubblicana ad essere eletta per due mandati consecutivi in territorio californiano. Fiorina ha fatto sapere la sua opinione in merito agli hedge fund, che a suoi giudizio dovrebbero essere soggetti a maggiori controlli relativi alla trasparenza, anche perché le leggi e i regolamenti attualmente vigenti non avrebbero fatto molto in questa direzione. La deputata viene considerata una delle donne di più influente potere in ambito economico, visto che molti ricordano il suo incarico all’interno di Hewlett-Packard.

Conto Deposito Business di CheBanca!

Si chiama “Conto Deposito Business“, ed è l’ultimissima novità in materia di conti di deposito remunerati lanciata da CheBanca!, la Banca per le famiglie del Gruppo Mediobanca. Il Conto Deposito Business è un conto di deposito remunerato appositamente ideato da CheBanca! per le imprese, per i commercianti e per i professionisti; quindi è ideale per i possessori di partita IVA con tutti i classici vantaggi previsti per il Conto Deposito di CheBanca! propone alla clientela consumer. Conto Deposito Business è infatti rigorosamente a zero spese di apertura, zero costi di gestione e zero spese di chiusura; nulla è dovuto neanche per l’imposta di bollo che rimane sul Conto Deposito Business a carico di CheBanca!. I movimenti di denaro da e verso il Conto Deposito Business di CheBanca! avvengono come al solito in tutta sicurezza grazie al fatto che le somme possono essere trasferire solo da e verso i conti correnti che saranno stati definiti come conti di appoggio.

Banco Popolare cede il 95% di Banca Caripe

Nell’ambito delle iniziative aventi come finalità il rafforzamento patrimoniale, il Gruppo bancario Banco Popolare ha reso noto nella giornata di ieri d’aver definito con la Banca Tercas – Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, un accordo per la cessione della partecipazione, pari al 95%, detenuta nella Banca Caripe – Cassa di Risparmio di Pescara. L’accordo è stato raggiunto sulla base di un corrispettivo pari a 228 milioni di euro con pagamento previsto in quattro tranche. In merito a tale operazione il Banco Popolare con una nota ufficiale ha fatto sapere che l’operazione sulla capacità distributiva del Gruppo non avrà ripercussioni significative, e che gli effetti positivi sulla cessione, in particolare sui ratios patrimoniali, sono pari a 19 punti base sul Tier1 Ratio, 17 punti base sul Core Tier1 Ratio, e 22 punti base sul Total Capital Ratio.

TBS Group: fatturato cresce a due cifre nel primo semestre

Nel primo semestre di quest’anno il fatturato consolidato di TBS Group, società quotata all’AIM Italia, e attiva nel settore socio sanitario ed ospedaliero, ed in particolare nei servizi integrati in outsourcing di e-Government, e-Health ed ingegneria clinica, è cresciuto del 17,2% a 90,8 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo è uno dei dati positivi emersi dalla relazione finanziaria al 30 giugno 2010 che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di TBS Group; inoltre, nel periodo l’utile netto di Gruppo è balzato a 3,5 milioni di euro andando a segnare un incremento di 2,4 milioni di euro rispetto al periodo gennaio – giugno 2009. Invariato, a 8,7 milioni di euro, si è invece attestato il margine operativo lordo, ovverosia l’Ebitda, mentre il risultato operativo, ovverosia l’Ebit, è sceso rispetto al primo semestre dello scorso anno del 10,9% a 4,3 milioni di euro. In linea con quanto approvato nel giugno scorso dall’Assemblea Ordinaria degli Azionisti di TBS Group, al fine di avviare il programma di buyback la società ha affidato l’incarico per l’esecuzione ad Intermonte Sim S.p.A..

Buoni Fruttiferi: le nuove serie ottobre 2010

Un nuovo mese è appena iniziato e puntuali arrivano le sei nuove serie di Buoni Fruttiferi. In accordo con quanto reso noto dalla Cassa Depositi e Prestiti, infatti, a partire da oggi, venerdì 1 ottobre 2010, e per tutto il mese, saranno sottoscrivibili, presso gli Uffici di Poste Italiane, i Buoni fruttiferi aventi le seguenti sigle: “B72”, “P37”, “D10”, “X05”, “J05” e e “M52”, mentre non sono più sottoscrivibili da oggi i Buoni fruttiferi della serie “B71”,  “P36”, “D09”, “X04”, “J04” ed “M51”. Tra le nuove serie segnaliamo la serie “D10”, il Buono fruttifero ideale per chi, avvalendosi della garanzia dello Stato, vuole mettere al sicuro i risparmi a fronte di una durata dell’investimento di breve termine. Alla serie “D10”, infatti,  corrisponde il “Buono BFPDiciottomesi“, il Buono fruttifero che paga un tasso crescente semestre dopo semestre; in particolare questa nuova serie, sottoscrivibile per tutto il mese di ottobre, paga un interesse lordo dello 0,70% il primo semestre, l’1,05% il secondo semestre, e l’1,40% nel terzo ed ultimo semestre.

Bond greci, primo guadagno dall’inizio della crisi del debito

L’ultimo trimestre del 2010 è stato caratterizzato, a livello europeo, dall’andamento più che positivo da parte delle obbligazioni del governo greco: i bond ellenici, infatti, sono stati i migliori performer in questo senso, visto che sono riusciti a guadagnare per la prima volta da quando il debito sovrano ha dovuto affrontare la propria crisi. C’è da sottolineare, tra l’altro, che gli investitori hanno puntato su rendimenti molto alti, di gran lunga superiori a quelli che sono necessari per compensare la possibilità di un default. Ricavi così importanti non venivano registrati addirittura dal terzo trimestre del 2009: in questo caso, il ritorno economico è stato pari al 3,9%, prendendo come riferimento temporale i tre mesi che si sono conclusi giusto due giorni fa.

Jp Morgan ha lanciato un nuovo certificato dedicato all’Asia

Non c’è al mondo paese uguale, che vi offra tali delizie così che uno si crede in paradiso: così Marco Polo descriveva la Cina del XIII secolo e a queste stesse “lusinghe” dell’ex Impero Celeste deve aver ceduto anche Jp Morgan, la celebre società finanziaria di New York, la quale ha deciso di puntare con grande convinzione sulla nazione asiatica. In effetti, il Sedex ha accolto da pochissimi giorni un nuovo sprint certificate emesso dalla compagnia americana; entrando nel dettaglio, il prodotto in questione, lanciato lo scorso 24 settembre, farà riferimento alle performance dell’indice Hang Seng China, mentre la gestione verrà affidata a Jp Morgan Structured Products. Di quali caratteristiche e peculiarità beneficia questo certificato di investimento?

CSP International compra il 100% del Gruppo Well

CSP International, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha sottoscritto un accordo finalizzato all’acquisizione del 100% delle quote del Gruppo Well a fronte di un controvalore dell’operazione pari a 16 milioni di euro. A darne notizia è stata la stessa CSP International nel sottolineare come al perfezionamento dell’operazione, previsto entro il mese di ottobre, il Gruppo diventerà a livello europeo uno dei principali player. CSP International, lo ricordiamo, è un produttore di calze, collant, costumi da bagno, intimo, ma anche bodywear e maglieria a marchio Lepel, Oroblù, Liberti, Sanpellegrino e Le Bourget; inoltre, la società sul mercato italiano distribuisce anche le  calze sportive a marchio Puma. Il closing dell’operazione con Ixen Partners, che ha accettato la proposta di acquisizione, è stato fissato per il 27 ottobre prossimo dopo che le consultazioni con le rappresentanze sindacali si sono concluse con un parere positivo unanime.

ING consiglia gli investimenti migliori in caso di deflazione

Le ultime indagini macroeconomiche condotte da ING Investment Management, il comparto relativo agli investimenti finanziari della nota compagnia olandese, hanno messo in luce una tendenza non troppo incoraggiante in relazione all’inflazione e alla deflazione: la società in questione, più precisamente uno dei suoi analisti, Valentijn van Nieuwenhuijzen, è del parere che la domanda troppo bassa possa condurre a una deflazione piuttosto accentuata nelle nazioni sviluppate, a causa dell’attuale gap di produzione. Le previsioni in tal senso parlano di una situazione che dovrebbe protrarsi almeno fino al 2012. La preoccupazione, dunque, si riferisce alla crescita non eccezionale di queste specifiche economie, anche perché l’espansione recente del credito ha causato una erronea allocazione delle risorse.

Finmeccanica e Trenitalia insieme per l’Alta Velocità

Attraverso la società controllata AnsaldoBreda, il colosso aerospaziale Finmeccanica ha reso noto d’aver sottoscritto, insieme a Bombardier, il contratto con Trenitalia per la fornitura di ben 50 treni per l’Alta Velocità. Trattasi di una commessa avente un controvalore pari ad oltre 1,5 miliardi di euro, 1.540 milioni di euro per l’esattezza; il contratto è stato siglato dopo che il Tar del Lazio, in merito all’aggiudicazione della gara, ha respinto un ricorso presentato da una società francese concorrente ed operante nello stesso ramo. In particolare, secondo quanto recita una nota ufficiale emessa dal Gruppo Finmeccanica, in data 5 agosto scorso era stata proprio Trenitalia ad annunciare l’aggiudicazione della gara al consorzio che è formato dalla società canadese Bombardier e dalla controllata di Finmeccanica AnsaldoBreda.

Edmond de Rothschild: tre nuovi prodotti destinati all’Italia

La Compagnie Financière Edmond de Rothschild è una delle principali banche private di tutta la Francia e deve il proprio nome all’omonimo barone che la creò nel 1953: la sua gestione del risparmio è ben sviluppata e una conferma arriva proprio nei confronti del nostro paese, visto che la società transalpina ha deciso di lanciare tre nuovi fondi comuni di investimento, in modo da ampliare la propria gamma in questo senso. I prodotti in questione si chiamano Quadrim 8, Geo-Energies e Multigest Select Alpha. Cerchiamo di comprendere e approfondire le caratteristiche e le peculiarità di ognuno di questi fondi. Si può cominciare a parlare di Quadrim 8: in pratica, si tratta di un fondo che beneficia di una gestione quantitativa e di una volatilità che non va oltre l’8% ogni anno. L’intento è sostanzialmente quello di sfruttare le performance positive mediante un’accurata diversificazione di portafoglio, visto che le zone geografiche e le strategie (breve termine Techincal, medio termine Global e lungo termine Value, a seconda delle preferenze di mercato) non mancano.

Fintel Energia Group: Cda approva la semestrale

Si è chiuso con un fatturato in calo e con un risultato netto negativo il primo semestre 2010 di Fintel Energia Group, società quotata in Borsa a Piazza Affari (AIM Italia) ed attiva nel settore delle fonti rinnovabili e nel mercato della vendita di gas e di energia elettrica. Nel dettaglio, in accordo con i dati esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione di Fintel Energia Group, i ricavi consolidati nei sei mesi si sono attestati a 27,09 milioni di euro con un calo del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa in prevalenza dell’andamento di fatturato nel settore gas; nel periodo, infatti, i ricavi del settore energia elettrica sono scesi ma di poco passando da 13,69 milioni di euro a 12,95 milioni di euro con un calo del 5% ascrivibile sia alla riduzione dei consumi energetici registrati da parte di alcuni clienti industriali, sia, ma in misura minore, al calo dei prezzi medi di vendita.