Lipper Inc., sussidiaria newyorkese di Thomson Reuters, è nota anche e soprattutto per le sue ricerche analitiche molto dettagliate sul mondo degli hedge fund: rientra proprio in questo campo l’ultima indagine finanziaria, visto che l’Hedge Fund Composite Index della stessa compagnia americana ha rilevato come il comparto dei fondi speculativi sia stato in grado di realizzare una delle migliori performance degli ultimi sedici mesi. Il segmento in questione, infatti, ha totalizzato degli ottimi guadagni nel corso del mese di settembre, quindi si tratta di dati piuttosto recenti; i rendimenti medi ammontano a 4,05 punti percentuali, mentre la redditività del terzo trimestre del 2010 si è attestata attorno al 6,89%, il che significa che in un sol colpo sono stati spazzati via tutti i timori relativi ai tre mesi precedenti, quando gli hedge fund si erano fatti notare per i pesanti ribassi.
Irlanda, occhi puntati sui futures sui Bund a dieci anni
John Kenneth Galbraith, economista di fama internazionale nonché personaggio molto influente nella politica statunitense degli anni Sessanta, era solito dire che gli irlandesi non possono essere annoverati tra gli economisti di successo: la situazione finanziaria che vive la nazione nordeuropea potrebbe dar forse ragione a Galbraith, ma qualcosa sembra smuoversi nelle verdi colline del paese. Mentre la Banca Centrale Europea sta intensificando le politiche di exit strategy dalla crisi, fattore che ha influenzato gran parte dei mercati dell’eurozona, i contratti future sulle obbligazioni a lunga scadenza di molti paesi non collimano affatto con i dati reali del sistema economico.
Bond ipotecari alle stelle dopo le ultime mosse della Fed
Federal Reserve e ipoteche immobiliari hanno mostrato una stretta correlazione: almeno è questo quanto emerge dall’ultimo ritratto dell’economia americana, con gli sforzi della banca centrale statunitense che ha contenuto i tassi di interesse, ma soprattutto ha provocato una brusca accelerazione dei rendimenti delle obbligazioni ipotecarie, mettendo in luce come gli investitori nutrano una nuova fiducia nei confronti dell’istituto guidato da Ben Bernanke. Il guadagno in questione ammonta a 92 punti base (+0,92%), addirittura superiore ai medesimi titoli che fanno però riferimento al debito governativo, secondo quanto rilevato da Barclays Capital. Si tratta, tra l’altro, della seconda miglior performance in questo senso da aprile 2008.
Titoli sottovalutati, un nuovo fondo globale da Janus
Il gruppo statunitense Janus Capital è noto a livello finanziario per i suoi investimenti focalizzati sulla gestione del rischio e su altre strategie basate sui fondi: il nuovo prodotto Perkins Global Value Fund beneficia proprio della firma dell’unità Capital International della stessa compagnia di Denver e promette di investire in maniera globale. Anzitutto, c’è subito da sottolineare che lo strumento in questione fa parte integrante della gamma che è domiciliata a Dublino (diritto irlandese) e va a investire, nello specifico, su quei titoli che mostrano una decisa sottovalutazione dal punto di vista delle performance internazionali; per ottenere questi rendimenti, il fondo attua in modo totale il processo di investimento che è stato avviato circa trent’anni fa da Perkins, con la selezione accurata delle azioni in base alle caratteristiche più interessanti nell’ambito dei rischi e dei rendimenti.
Ansaldo STS: utile netto in crescita nei primi nove mesi
Nei primi nove mesi del corrente anno Ansaldo STS ha conseguito un utile netto di 59,2 milioni di euro con un incremento pari al 6,5% rispetto ai 55,6 milioni di euro di profitti netti registrati nello stesso periodo del 2009. A darne notizia è stata proprio Ansaldo STS dopo che il Consiglio di Amministrazione della società, presieduto da Alessandro Pansa, ha esaminato ed approvato i dati al 30 settembre 2010, caratterizzati inoltre da un aumento del valore della produzione del 6,3% a 879,5 milioni di euro. Nel periodo, sempre in confronto ai primi nove mesi del 2009, l’Ebit è salito dell’1,6% a 87 milioni di euro, a fronte di un portafoglio ordini in aumento del 3,5% a 3.957,1 milioni di euro; di contro, nei nove mesi i nuovi ordini acquisiti, a 1.009,5 milioni di euro, segnano un calo del 33,8% per effetto dello slittamento dell’aggiudicazione di alcuni contratti, ed in virtù del fatto che il confronto viene effettuato con un periodo in corrispondenza del quale la società si era aggiudicata in Libia una commessa avente un controvalore pari a ben 541 milioni di euro.
Obbligazioni mercati emergenti: Real Brasile 8% di RBS
Per chi punta sulle obbligazioni ad elevato rendimento, a fronte di un adeguato profilo di rischio e di diversificazione del proprio portafoglio, da alcuni giorni sul mercato MOT, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., è quotata “Real Brasile 8%”. Trattasi, nello specifico, di un titolo obbligazionario che, a fronte di un investimento minimo pari a 2.500 Real brasiliani, corrispondenti a circa 1.050 euro, offre un rendimento annuo dell’8% per tre anni, pagamento delle cedole con cadenza mensile, e scadenza fissata per il 26 ottobre del 2013. Trattasi quindi di un’obbligazione triennale in valuta ad alto rendimento, ragion per cui l‘investitore deve comunque tenere bene in conto il fatto che “Real Brasile 8%“, avente codice ISIN NL0009599489, è soggetta al rischio di cambio. “Real Brasile 8%” è stata emessa da RBS N.V., avente un rating “A+” attualmente assegnato dall’Agenzia di rating S&P, e paga le cedole, nonché il capitale rimborsato a scadenza, in base al corrente rapporto di cambio tra la moneta unica ed il Real brasiliano; in ogni caso per investire sull’obbligazione l’investitore non deve necessariamente andare ad aprire un conto in valuta estera.
Conto di deposito IBL Banca remunerato fino al 3,25% annuo
Non ci sono costi di apertura, di gestione o di chiusura, così come pari a zero, in quanto a carico dell’Istituto di credito, è l’imposta di bollo dovuta per Legge. Si presenta così ContoSuIBL, il conto di deposito remunerato di IBL Banca che permette di prelevare e versare i soldi quando si vuole senza perdere mai giorni di valuta sugli interessi maturati. ContoSuIBL è senza canone mensile e con la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi cui IBL Banca aderisce. Per i nuovi clienti, a fronte di attivazioni entro e non oltre il 31 dicembre 2010, salvo proroghe, il titolare di ContoSuIBL può ottenere un rendimento lordo del 2,50% fino al 31 dicembre del 2011 a fronte di depositi fino a 500 mila euro, mentre oltre tale soglia il tasso annuo lordo è quello base ed attualmente pari all’1,50%. Con ContoSuIBL, inoltre, è possibile ottenere un rendimento che può arrivare fino al 3,25% grazie alla nuova opzione deposito vincolato.
Buoni Fruttiferi: le nuove serie novembre 2010
Il mese di novembre 2010 è appena iniziato e puntuali arrivano le nuove serie, sottoscrivibili per tutto il mese, dei Buoni fruttiferi, strumenti del risparmio postale garantiti dallo Stato, emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e distribuiti in esclusiva dal Gruppo Poste Italiane. Nel dettaglio, presso gli Uffici postali dall’1 novembre 2010 sono disponibili le nuove serie di Buoni fruttiferi riportanti le seguenti sigle: “B73”, “M53”, “P38”, “D11”, “J06” e “X06”, mentre non sono più sottoscrivibili le serie del mese scorso che avevano le seguenti sigle/serie: “B72”, “M52”, “P37”, “D10”, “J05” e “X05”. Tra le serie in vigore nel mese corrente, per chi vuole puntare sui rendimenti offerti dal risparmio postale, con un’ottica di breve termine, la serie “D11” individua il Buono BFPDiciottomesi. Trattasi, nello specifico, di un Buono fruttifero con durata pari a diciotto mesi e rendimento crescente su base semestrale; per il primo semestre, infatti, il rendimento è pari allo 0,80%; sale all’1,15% nel secondo semestre di possesso per poi raggiungere l’1,50% nel terzo ed ultimo semestre di durata dell’investimento.
Encana, obbligazioni in declino a causa dei prezzi del gas naturale
Encana Corporation rappresenta una delle maggiori compagnie nordamericane attive nella produzione di gas naturale (il 95% delle attività si riferisce a questo settore): questa stessa società canadese (la sede principale si trova a Calgary) si è fatta notare nel mese appena concluso per il pesante ribasso subito dalle proprie obbligazioni, un dato che deve essere raffrontato con i guadagni ottenuti dalle principali concorrenti dell’industria energetica. In particolare, i prezzi del gas dovrebbero continuare a rimanere depressi, tanto che la stessa Encana potrebbe decidere di rispolverare il proprio programma di hedging. I titoli della società con scadenza a febbraio 2038 hanno ceduto il 2,6% del loro valore nel corso del mese di ottobre: la stima proviene direttamente dalle rilevazione di Trace, il sistema che fissa i prezzi dei bond e che fa capo alla Financial Industry Regulatory Authority.
Giappone, Corea e Singapore: quali prospettive per i bond asiatici?
Gli occhi degli investitori finanziari devono essere rivolti con una certa attenzione al continente asiatico: in effetti, vi sono diversi eventi e vicende economiche che potrebbero influenzare in maniera decisiva il trading in questione, soprattutto per quel che concerne il mercato obbligazionario locale e quello delle valute. I paesi maggiormente coinvolti in questo senso sono quattro, India, Giappone, Singapore e Corea del Sud. Procediamo comunque con ordine. Anzitutto, c’è da dire che la Reserve Bank of India potrebbe incrementare in modo deciso il tasso benchmark di acquisto, portandolo dall’attuale 6% a un più sostanzioso 6,25%, così come emerge dalle ultime rilevazioni degli analisti; l’attuale rendimento dei bond con scadenza a marzo del 2020 è pari all’8,11%, mentre la rupia viene scambiata a quota 44,48 nei confronti del dollaro.
Aifam avvia un nuovo fondo hedge: pensioni giapponesi nel mirino
Aifam Inc. (Alternative Investment and Financial Asset Management) è uno dei principali hedge fund newyorkesi, in grado di gestire beni per circa 600 milioni di dollari: questa stessa società ha dato il proprio beneplacito al nuovo fondo che andrà a focalizzarsi sulle strategie azionarie long-short, cercando soprattutto di raccogliere maggior denaro possibile dal sistema pensionistico del Giappone. Il capitale iniziale della giornata di ieri è stato pari a 17 milioni, ma dovrebbe aumentare fino a cinquanta entro la fine del prossimo mese di marzo. Questo incremento verrebbe favorito, in particolar modo, dalle allocazioni pensionistiche nipponiche, così come ha anche confermato Takuma Aoyama, a capo degli investimenti della stessa Aifam, la quale, tra l’altro, viene controllata al 25% da Tokyo Marine Holdings.
Mercato obbligazionario, primi giorni di scuola per Luxottica
L’alunno è un po’ attempato per la “scuola”, ha trentanove anni e viene da Agordo, ma per il mercato obbligazionario non è mai tardi per cominciare: Luxottica, il noto gruppo bellunese attivo nella produzione e commercializzazione di occhiali, ha fatto il suo esordio sul segmento dei bond da poco più di una settimana, ma gli obiettivi sono già ambiziosi, si punta, in particolare, a una raccolta pari a 500 milioni di euro. Si tratta, comunque, di una scelta strategica, visto che il debito in scadenza deve essere rifinanziato in maniera urgente e per ottemperare a questo obbligo i titoli obbligazionari rappresentano una delle soluzioni più gettonate. Inoltre, i tassi di interesse attuali sono piuttosto bassi e questo non può che essere un incentivo per Luxottica.
CIR: AXA Private Equity rileverà quote KOS
A supporto dei propri progetti di crescita, per KOS, società controllata dal Gruppo CIR, arriveranno nuove risorse. Questo dopo che, in accordo con quanto comunicato giovedì scorso alla comunità finanziaria proprio dal Gruppo CIR, è stato siglato un accordo con AXA Private Equity per rilevare una quota pari al 41,1% di KOS attraverso un aumento di capitale riservato, nonché attraverso l’acquisizione delle quota possedute da buona parte dei soci di minoranza della società italiana attiva nel campo dell’assistenza socio-sanitaria. In particolare, a fronte di un impegno finanziario complessivo, da parte di AXA Private Equity, pari a 150 milioni di euro, nell’arco dei prossimi tre anni la società salirà in KOS fino a possedere, con ulteriori operazioni di aumento di capitale, il 46,7% della società. A regime, in ogni caso, CIR rimarrà azionista di maggioranza di KOS con una quota nella società pari al 51% al totale completamento e perfezionamento delle operazioni sopra descritte.
Poste Italiane: Moody’s conferma rating con outlook stabile
L’Agenzia di rating Moody’s Investors Service ha confermato su Poste Italiane, con outlook stabile, il rating di “Aa2”, lo stesso che l’Agenzia attualmente assegna anche alla Repubblica Italiana. A darne notizia venerdì scorso è stato proprio il Gruppo Poste Italiane nel sottolineare come la decisione da parte di Moody’s Investors Service rifletta sia l’elevato supporto dello Stato, sia i rischi di business dei servizi finanziari che vengono giudicati come contenuti; inoltre, è stata messa in risalto per Poste Italiane anche la buona qualità del credito. In vista della liberalizzazione del mercato postale, a partire dall’1 gennaio del 2011, ed in virtù degli effetti negativi possibili, Moody’s stima che contestualmente Poste Italiane possa proseguire sulla strada del miglioramento dell’efficienza attraverso la crescita di valore per quel che riguarda i servizi finanziari, ma anche attraverso il lancio di servizi e prodotti innovativi.