Lo Yemen pianifica la sua prima offerta di sukuk

Lo Yemen rappresenta senza dubbio l’ultima ruota del carro del Medio Oriente, inteso anche e soprattutto in senso economico: in effetti, si tratta della nazione più povera dell’intera regione asiatica, ma non certo carente di iniziative finanziarie, visto che il governo di Sanaa ha deciso di vendere circa 500 milioni di dollari in bond islamici, la prima operazione di questo tipo nella storia della penisola araba, ma comunque necessaria a rifinanziare il deficit di bilancio e a rinsaldare l’industria finanziaria conforme alla Shariah. La banca centrale dovrebbe dunque offrire sukuk (i titoli che rispettano appunto le disposizioni islamiche) nel mercato domestico a partire dal primo trimestre di quest’anno, così come è stato annunciato dal ministro delle Finanze Jalal Yaqoub.

Prysmian lancia OPA su Draka

In linea con quanto già preannunciato nello scorso mese di novembre, Prysmian ha annunciato nella giornata di ieri con un comunicato d’aver lanciato un’OPA, in parte in contanti, ed in parte in titoli, su Draka a fronte di un valore implicito complessivo pari a 17,201 euro per azione. Questo perché l’offerta pubblica sulla totalità delle azioni ordinarie Draka risulta essere costituita da un corrispettivo in denaro pari a 8,60 euro per ogni azione Draka, unitamente a 0,6595 azioni ordinarie Prysmian di nuova emissione. In merito all’Offerta, sia il Consiglio di Sorveglianza, sia il Consiglio di Gestione di Draka, hanno già fornito pieno sostegno all’operazione raccomandando ai propri azionisti, all’unanimità, l’adesione all’OPA in cash ed in azioni Prysmian di nuova emissione. In ragione delle azioni di sua proprietà, pari all’incirca al 48,5% del capitale sociale di Draka, Draka Flint, in accordo con quanto recita un comunicato ufficiale emesso da Prysmian, ha assunto l’impegno irrevocabile a aderire all’Offerta in cash ed azioni.

Libretti di risparmio postale: massima liquidità

Massima liquidità e massima garanzia, in quanto garantiti dallo Stato italiano. Stiamo parlando dei libretti di risparmio postale che sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, e collocati in esclusiva dal Gruppo Poste Italiane. Trattasi di una formula di investimento a basso rischio che consente di ottenere, sebbene sia attualmente basso, un rendimento dai propri risparmi che sono al sicuro proprio per effetto della garanzia dello Stato italiano. I libretti di risparmio postale rappresentano anche una formula di risparmio conveniente in quanto per la loro apertura non sono previsti oneri o costi, e lo stesso dicasi anche per la loro gestione e chiusura. L’unico “costo” è dato solo dal prelievo fiscale sugli interessi lordi maturati in ragione di una tassazione al 27%, ovverosia in linea con quella di strumenti bancari e di risparmio come i conti correnti ed i conti di deposito remunerati.

Ciak, si investe: Delta Immobiliare entra nel mondo del cinema

Il cinema diventa la nuova frontiera degli investimenti finanziari del nostro paese: deve aver pensato questa stessa cosa anche Fimit sgr, la società di gestione del risparmio attiva sia a Roma che a Milano nell’ambito del real estate, la quale ha voluto focalizzare una delle sue creature principali, il Fondo Delta Immobiliare, su un portafoglio composto appunto da tre multisala cinematografici. La scelta per questo fondo comune di investimento è stata incentrata sul Veneto (gli immobili si trovano infatti a Limena e Silea, rispettivamente in provincia di Padova e Treviso) e in Emilia Romagna, per la precisione la città di Parma. A cosa si deve questo interessamento? L’operazione è stata perfezionata e portata a compimento grazie alla cessione posta in essere da Solengo srl, una delle aziende che viene attualmente controllata da Msref V Amber Bv, holding di diritto olandese con una buona partecipazione del gruppo Furlan (specializzato proprio nelle costruzioni e nel settore industriale).

Pioneer Investments: il nuovo fondo è incentrato sull’Asia

Focalizzazione sul continente asiatico e scadenza nel 2016: sono queste le due caratteristiche principali del nuovo fondo comune lanciato da Pioneer Investments, la società di investimenti fondata negli Stati Uniti ma attualmente di nazionalità italiana che ha deciso di incentrare le proprie strategie di portafoglio sulle più importanti borse dell’Asia, proteggendo al contempo il capitale. Si tratta nello specifico di un fondo a formula (la denominazione esatta è Pioneer Unicredit a formula Asia maggio 2016): questa tipologia di prodotto beneficia di risultati che sono determinabili mediante criteri oggettivi indicati appunto nella formula di calcolo, solitamente legati alle performance dei mercati azionari.

Bot e Btp: nuove emissioni 11-13 gennaio 2011

E’ stata disposta per martedì prossimo, 11 gennaio 2011, da parte del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un’asta di Bot, Buoni Ordinari del Tesoro, per un ammontare pari a sette miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, dei Bot 16.01.2012, quindi annuali, con scadenza a 367 giorni, e data di regolamento fissata per il 14 gennaio del 2011; il Mef ha inoltre comunicato che in corrispondenza della stessa data, e citando l’assenza di specifiche esigenze di cassa, non è prevista l’emissione ed il collocamento di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a tre mesi. L’asta Bot è stata disposta in concomitanza con la scadenza, per un importo pari a 7.502 milioni di euro complessivi, di Bot tutti riferibili al titolo annuale. I titoli come al solito potranno essere prenotati dai risparmiatori presso gli intermediari per lotti pari a 1.000 euro o multipli di mille euro.

Il Portogallo non perde tempo e avvia le vendite finanziarie

Il governo del Portogallo ha provveduto a vendere titoli a sei mesi proprio nel corso della giornata odierna; non si tratta comunque di una semplice cessione, visto che la nazione lusitana è il primo paese tra quelli europei che presentano alti deficit di bilancio a verificare la domanda di investimento nel 2011, dopo la grave minaccia di default che ha costretto la Grecia e l’Irlanda a tentare la carta del salvataggio finanziario lo scorso anno. L’agenzia del debito governativo di Lisbona, meglio conosciuta con l’acronimo Igcp (Instituto de Gestão da Tesouraria e do Crédito Público), ha infatti messo all’asta 500 milioni di euro di strumenti che potranno essere pagati nuovamente a luglio. In questo modo, il relativo rendimento è salito fino al 3,68% dal precedente 2,04% che si riferiva alla vendita di settembre, quando gli ordini degli investitori furono 2,6 volte superiori a quanto offerto.

Riprendiamoci il maltolto: campagna Codacons contro i crac finanziari

Tra i Bond Argentina andati in default, e quelli della Parmalat e della Cirio, nel nostro Paese ci sono ben 630 mila risparmiatori che, secondo quanto afferma il Codacons, sono stati truffati. Di conseguenza l’Associazione al riguardo è tornata a sferrare una nuova “offensiva” lanciando “Riprendiamoci il maltolto“, la campagna Codacons contro i crac finanziari con l’obiettivo di ottenere indietro dagli Istituti di credito i soldi investiti e andati in fumo. Al riguardo, sul sito Internet del Codacons sono state pubblicate tutte le istruzioni finalizzate da un lato ad interrompere la prescrizione, e dall’altro a aderire all’azione legale. Secondo il Codacons, nonostante la consapevolezza dell’elevato rischio delle cosiddette obbligazioni ad alto rendimento o, se volete, i cosiddetti “bond spazzatura“, le banche, liberandosene, hanno appioppato ai risparmiatori questi titoli per un controvalore complessivo pari alla bellezza di 18,6 miliardi di euro e con una media di investimento pari a 30 mila euro per ogni risparmiatore coinvolto e rimasto col cerino in mano.

Ubs e indice Eurostoxx, il matrimonio si rafforza

Ubs (l’acronimo che identifica l’Unione di Banche Svizzere) ha scelto il segmento Sedex di Borsa Italiana per lanciare il suo nuovo certificato di investimento: si tratta, per la precisione, di un Express Certificates che andrà ad osservare da vicino le performance dell’indice Eurostoxx 50 e che è ormai disponibile da diversi giorni, visto che è stato quotato lo scorso 30 dicembre. Di cosa si tratta esattamente? Il prodotto in questione (il codice Isin a cui fare riferimento è DE000UB3E6A0) beneficia di uno strike che è stato fissato a quota 2.782,39 punti, mentre la scadenza sarà biennale, dato che la data scelta in questo senso è il 3 dicembre del 2012; inoltre, il primo livello barriera verrà raggiunto a quota 1.307,72. In pratica, tale strumento dell’istituto elvetico fa parte integrante della serie di certificati quotati nell’ambito del programma di Ubs Ag.

Oro: crescono le importazioni indiane grazie agli investitori

Le importazioni di oro da parte dell’India, la quale rappresenta in questo preciso momento storico la nazione con il maggior consumo relativo alla preziosa commodity, potrebbero subire un rialzo interessante nel corso del 2011: questo positivo andamento, infatti, dovrebbe essere favorito dal progressivo calo dei prezzi, i quali erano giunti ormai a livelli da record, costituendo, tra l’altro, un vero e proprio deterrente per acquirenti e investitori finanziari. Questi ultimi soggetti, in particolare, sono sempre più alla ricerca di un’alternativa importante e redditizia per quel che riguarda la protezione dal tasso di inflazione, una tendenza che è emersa in modo chiaro dalle ultime rilevazioni di Nirmal Bang Commodities Pvt.

Fineco: trasferimento titoli e Fondi, proroga promozione

A seguito di una proroga, continua fino al 31 marzo del 2011, con Fineco, la Banca online controllata dal Gruppo bancario europeo Unicredit, l’interessante promozione finalizzata ad attirare nuovi correntisti con formule particolarmente interessanti. Innanzitutto, la Banca online Fineco ha introdotto da diverso tempo il canone zero sul conto corrente per chi ha un’età inferiore ai 28 anni; ma la promozione più interessante attualmente, a nostro avviso, è quella relativa, per chi è correntista della Banca online di Unicredit, al trasferimento dei titoli da altre banche, non appartenenti al Gruppo Unicredit. Innanzitutto ci si può avvantaggiare del fatto che con Fineco non ci sono costi per il deposito titoli; poi c’è anche la possibilità di poter ricevere gratis una o più carte usa e getta per fare lo shopping, con importi che, in particolare sono spendibili per una durata fino a dodici mesi dall’emissione dello strumento di pagamento.

Postafuturo Certo di Poste Italiane

Offre un rendimento minino garantito, la rivalutazione del capitale con cadenza annua, e la tranquillità di poter richiedere in caso di bisogno la restituzione del capitale, in qualsiasi momento, a partire dalla conclusione del primo anno. Si presenta così “Postafuturo Certo“, il contratto assicurativo di Poste Italiane per chi da un prodotto assicurativo cerca certezze e sicurezze; questo perché, tra l’altro, le somme che confluiscono in Postafuturo Certo vengono in prevalenza investite in titoli di Stato ed in obbligazioni a fronte anche della possibilità di richiedere dei riscatti parziali dopo il primo anno. L’importo minimo di investimento in Postafuturo Certo è basso e pari a 2.500 euro a fronte della possibilità di poter sempre effettuare in una fase successiva dei versamenti aggiuntivi con un minimo di 500 euro. Postafuturo Certo, a partire dalla data di sottoscrizione, ha una durata pari a dieci anni a fronte della garanzia del capitale investito, e possibilità di cambiare i beneficiari del contratto in qualsiasi momento.

Société Générale: ottimizzazione e progresso dai nuovi certificati

Il segmento dei certificati di investimento non poteva che essere contraddistinto, anche nel 2011, dalle proposte innovative di Société Générale: l’emittente francese ha infatti reso disponibile da ieri due interessanti tipologie di prodotti, distinti comunque tra di loro. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. La prima categoria di certificati è quella degli Optmiz Sunrise. Si tratta, per la precisione, di titoli che andranno a essere quotati presso i listini di Borsa Italiana e che godranno della garanzia della banca transalpina; l’emissione, invece, sarà curata dal comparto Effekten della stessa. Il riferimento principale, ovviamente, sarà quello del Sedex, mentre la negoziazione sarà quella di tipo continuo.

Segmento Star: Banca Ifis preme per il flottante minimo

C’è un pensiero fisso che aleggia negli ambienti di Banca Ifis: l’istituto, operatore indipendente del mercato con una forte specializzazione nel sostegno finanziario alle imprese, ha infatti intenzione di rispolverare il limite minimo di flottante che è necessario a quelle società che sono quotate sul segmento Star (il comparto del Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana che include i titoli con alti requisiti). Come è noto, il flottante indica solitamente l’ammontare di titoli azionari che sono emessi da un’azienda quotata e che gli investitori possono scambiare in maniera libera; questa “partecipazione di controllo” non corrisponde alla capitalizzazione, ma il suo valore ne è comunque una parte. Tra l’altro, in molti casi è previsto che le stesse imprese forniscano al mercato una quota minima in questo senso.