Per conto della Energinet.dk, operatore della rete di trasmissione danese la società Prysmian, quotata in Borsa a Piazza Affari e leader a livello mondiale nel settore dei sistemi per le telecomunicazioni e per l’energia, nonché in quello dei cavi, s’è aggiudicata una nuova commessa avente un controvalore pari ad oltre 40 milioni di euro. Il contratto, nell’ambito del “Skagerrak 4“, un collegamento tra la Norvegia e la Danimarca, prevede la realizzazione di un sistema interrato in cavo ad alta tensione “HVDC” – High Voltage Direct Current, ovverosia in corrente continua. Il collegamento, in accordo con quanto recita una nota ufficiale emessa da Prysmian Cables & Systems, permetterà nel Nord Europa di favorire il mercato dell’energia elettrica. Nel dettaglio, la commessa prevede che Prysmian si occupi della fornitura, ma anche della posa e del collaudo di un cavo interrato avente una lunghezza pari a ben 92 chilometri.
Materie prime: a Londra ottimo rialzo del piombo
Le performance attuali delle materie prime sono piuttosto altalenanti, quindi appare difficile effettuare una scelta di investimento finanziario rispetto a un’altra: i timori relativi ai conti pubblici dell’area dell’euro sono ancora molto forti, dunque questo fattore, unito all’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro, ha provocato una brusca marcia indietro. Soltanto i metalli più preziosi, vale a dire quelli che si lasciano meno influenzare dai ribassi valutari, sono riusciti ad attenuare le perdite, ma si è trattato di un’eccezione che ha confermato la regola. Le commodities agricole, poi, sono state ancora caratterizzate da una fortissima volatilità, pertanto non deve stupire più di tanto il gran numero di cessioni in tale settore: i cali più evidenti sono stati quelli dello zucchero (sia grezzo che raffinato), del cotone (oltre i due punti percentuali), del mais, del riso e del grano.
Perseo è il fondo pensione destinato ai dipendenti sanitari
Tre settimane esatte: è passato questo arco di tempo da quando è stato lanciato il secondo fondo pensione che nel nostro paese va a rivolgersi direttamente alla pubblica amministrazione. Si tratta di Perseo, lo strumento di investimento finanziario che è stato pensato, nello specifico, per coloro che fanno parte del sistema sanitario, lavorando all’interno degli enti locali. Quindi, i soggetti maggiormente coinvolti da questa novità sono soprattutto i medici, i biologi, ma anche i veterinari, un vero e proprio “esercito” composto da 1,26 milioni di lavoratori. Perseo è stato studiato e istituito in modo da garantire una adeguata copertura previdenziale ad amministrativi e dirigenti sanitari, visto che fino a poco tempo fa si era costretti a sottoscrivere dei fondi o dei piani individuali costosi e poco convenienti per la categoria.
Fondi pensione: previdenza complementare per un quarto dei lavoratori
Escludendo i lavoratori del pubblico impiego, nel nostro Paese, tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, solo il 25% circa degli italiani risulta essere iscritto ad un fondo pensione. A rilevarlo è un Rapporto a cura della CGIA di Mestre da cui, in particolare, è emerso come su un totale di 21,5 milioni di lavoratori, esclusi quelli del pubblico impiego, solo il 23,4%, pari all’incirca a poco più di cinque milioni, ha aderito ad una forma pensionistica complementare. A pochi anni dall’avvio della previdenza complementare, quindi, dall’elaborazione dell’Associazione degli artigiani mestrina emerge che gli italiani, in prevalenza, piuttosto che investire nella previdenza integrativa complementare, preferiscono lasciare il trattamento di fine rapporto (Tfr) in azienda. E sebbene i rendimenti del Tfr e quelli dei fondi pensione vanno chiaramente confrontati non solo nel medio, ma anche nel lungo periodo, l’andamento dei mercati finanziari, poco esaltante negli ultimi tre anni, per il momento ha dato ragione ai 3 lavoratori su 4 che hanno lasciato il trattamento di fine rapporto in azienda.
Azimut: risparmio gestito, raccolta netta dicembre positiva
Si è chiuso con il segno più il mese di dicembre per Azimut, Gruppo italiano indipendente quotato in Borsa a Piazza Affari ed attivo nel risparmio gestito. La raccolta il mese scorso si è infatti attestata in territorio positivo per 16 milioni di euro, il che porta, su tutto il 2010, il dato sulla raccolta netta in fondi, sia italiani, sia lussemburghesi, ed includendo anche i fondi hedge, a 499 milioni di euro. Per quel che riguarda il patrimonio complessivo, al 31 dicembre 2010 quello di Azimut ha raggiunto la quota dei 14,6 miliardi di euro con un incremento del 5,3% rispetto al 31 dicembre del 2009; questo risultato, in accordo con un comunicato ufficiale emesso dalla società quotata in Borsa, è stato raggiunto per effetto di una raccolta positiva pari a 531 milioni di euro, e di una performance media ponderata netta che per il cliente, su tutto il 2010, è stata positiva e pari all’1,25%. La performance risulta essere superiore al tasso risk free, attestatosi ai minimi storici, e pari a +0,67%; il tasso, in particolare, coincide con quello dell’indice BOT depurato dell’imposta al 12,5% sugli interessi lordi maturati.
Certificates: Deutsche Bank opta per un autocallable europeo
Deutsche Bank non si smentisce mai quando si parla di investimenti finanziari e ha cominciato a lavorare sodo sin da subito per quel che riguarda le emissioni del 2011: una delle novità di maggiore rilievo sarà rappresentata sicuramente dal certificato di tipo autocallable (questa definizione è tipica degli strumenti che possono essere rimborsati in anticipo rispetto alla scadenza naturale), un prodotto che andrà a osservare da vicino ben due performance, vale a dire l’andamento dell’indice Eurostoxx 50 e quello dell’Euribor a dodici mesi, mostrando dunque un certo interesse per il Vecchio Continente. C’è comunque da precisare che il certificato in questione verrà emesso soltanto a partire da febbraio, ma la sua struttura rimane pur sempre interessante. Quali vantaggi ci saranno per gli investitori?
Argentina: la soia fa calare il rischio delle obbligazioni
Il rischio relativo ai bond argentini è quello diminuito maggiormente tra tutti i governi internazionali: un risultato che è stato conseguito proprio nel corso di questa settimana e che è dovuto principalmente alla ripresa economica globale, la quale ha fornito un adeguato sostegno ai prezzi dei semi di soia, la commodity più importante del paese sudamericano per quel che concerne le esportazioni. Inoltre, segnali positivi sono giunti anche dalla domanda di carburanti. A questo punto, il costo che è necessario per proteggere il debito dell’Argentina dai mancati pagamenti per i Cds a cinque anni risulta essere più leggero di 0,41 punti percentuali, secondo una stima riportata in questi giorni; gli swap del paese latino americano sono scesi ben al di sotto dei contratti irlandesi per la prima volta e sono giunti fino a 37 punti base da quelli portoghesi, giudicati da Standard & Poor’s col rating A-, otto gradini al di sotto del giudizio sul credito di Buenos Aires.
Libretto di risparmio Unicredit
E’ personale e nominativo, offre una carta di prelevamento gratuita, e la possibilità di poter andare ad accreditare gratuitamente anche la pensione. Sono questi i principali vantaggi e caratteristiche di “Libretto One“, il libretto di risparmio del Gruppo Unicredit che può rappresentare una valida alternativa, in quanto economica, al classico conto corrente bancario. Libretto One costa solo un euro fisso al mese a fronte di zero spese per la sua apertura, ben sessanta operazioni gratuite all’anno, e la possibilità di poter andare a collegare al prodotto un deposito titoli. Per quel che riguarda la remunerazione del prodotto, Libretto One, sottoscrivibile presso le Agenzie Unicredit, ovverosia quelle del Banco di Sicilia, Unicredit Banca e Unicredit Banca di Roma, offre a credito un tasso dello 0,5% per le giacenze medie annue che superano la soglia dei cinquemila euro.
Bnp Reim Sgr: venti magazzini per il fondo immobiliare
Il fondo immobiliare che è stato istituito da Bnp Paribas Reim Sgr, società di gestione del risparmio che fa capo all’omonimo istituto di credito francese, potrà beneficiare d’ora in poi di ben venti nuovi magazzini all’ingrosso: il prodotto in questione, in effetti, assumerà la denominazione di Venti M proprio per questo motivo e l’apporto sostanziale sarà quello di Metro Fim, la società che fa parte del gruppo tedesco Metro, attivo principalmente nel cash & carry (una delle più diffuse tipologie di distribuzione organizzata). Volendo essere più precisi, i magazzini in questione sono stati distribuiti in molte delle regioni dell’Italia settentrionale, un importante sviluppo per quel che riguarda la commercializzazione dei prodotti.
Fondi Comuni di Investimento: ecco le categorie preferite
Azionari, Flessibili, ma anche Bilanciati ed Obbligazionari. Sono queste, per quel che riguarda i Fondi Comuni di Investimento, le categorie scelte dai sottoscrittori lo scorso anno. A comunicarlo, nel consueto Rapporto mensile, in questo caso relativo al mese di dicembre 2010, è stata Assogestioni nel sottolineare come, in base alle anticipazioni ed ai dati a disposizione sui Fondi comuni italiani ed esteri, il settore del risparmio gestito nel nostro Paese abbia chiuso il 2010 con una raccolta positiva nonché superiore al miliardo di euro. In particolare, nello scorso mese di dicembre i Fondi Azionari hanno raccolto 167 milioni di euro portando il patrimonio a 104 miliardi di euro, in crescita e con una quota sul totale degli asset pari al 23%. Luce verde anche per i Fondi Flessibili con una raccolta che si è attestata a 366 milioni di euro a fronte di un patrimonio, pari al 14,7% sul totale degli asset, in crescita a 66,7 miliardi di euro.
Lo Yemen pianifica la sua prima offerta di sukuk
Lo Yemen rappresenta senza dubbio l’ultima ruota del carro del Medio Oriente, inteso anche e soprattutto in senso economico: in effetti, si tratta della nazione più povera dell’intera regione asiatica, ma non certo carente di iniziative finanziarie, visto che il governo di Sanaa ha deciso di vendere circa 500 milioni di dollari in bond islamici, la prima operazione di questo tipo nella storia della penisola araba, ma comunque necessaria a rifinanziare il deficit di bilancio e a rinsaldare l’industria finanziaria conforme alla Shariah. La banca centrale dovrebbe dunque offrire sukuk (i titoli che rispettano appunto le disposizioni islamiche) nel mercato domestico a partire dal primo trimestre di quest’anno, così come è stato annunciato dal ministro delle Finanze Jalal Yaqoub.
Prysmian lancia OPA su Draka
In linea con quanto già preannunciato nello scorso mese di novembre, Prysmian ha annunciato nella giornata di ieri con un comunicato d’aver lanciato un’OPA, in parte in contanti, ed in parte in titoli, su Draka a fronte di un valore implicito complessivo pari a 17,201 euro per azione. Questo perché l’offerta pubblica sulla totalità delle azioni ordinarie Draka risulta essere costituita da un corrispettivo in denaro pari a 8,60 euro per ogni azione Draka, unitamente a 0,6595 azioni ordinarie Prysmian di nuova emissione. In merito all’Offerta, sia il Consiglio di Sorveglianza, sia il Consiglio di Gestione di Draka, hanno già fornito pieno sostegno all’operazione raccomandando ai propri azionisti, all’unanimità, l’adesione all’OPA in cash ed in azioni Prysmian di nuova emissione. In ragione delle azioni di sua proprietà, pari all’incirca al 48,5% del capitale sociale di Draka, Draka Flint, in accordo con quanto recita un comunicato ufficiale emesso da Prysmian, ha assunto l’impegno irrevocabile a aderire all’Offerta in cash ed azioni.
Libretti di risparmio postale: massima liquidità
Massima liquidità e massima garanzia, in quanto garantiti dallo Stato italiano. Stiamo parlando dei libretti di risparmio postale che sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, e collocati in esclusiva dal Gruppo Poste Italiane. Trattasi di una formula di investimento a basso rischio che consente di ottenere, sebbene sia attualmente basso, un rendimento dai propri risparmi che sono al sicuro proprio per effetto della garanzia dello Stato italiano. I libretti di risparmio postale rappresentano anche una formula di risparmio conveniente in quanto per la loro apertura non sono previsti oneri o costi, e lo stesso dicasi anche per la loro gestione e chiusura. L’unico “costo” è dato solo dal prelievo fiscale sugli interessi lordi maturati in ragione di una tassazione al 27%, ovverosia in linea con quella di strumenti bancari e di risparmio come i conti correnti ed i conti di deposito remunerati.
Ciak, si investe: Delta Immobiliare entra nel mondo del cinema
Il cinema diventa la nuova frontiera degli investimenti finanziari del nostro paese: deve aver pensato questa stessa cosa anche Fimit sgr, la società di gestione del risparmio attiva sia a Roma che a Milano nell’ambito del real estate, la quale ha voluto focalizzare una delle sue creature principali, il Fondo Delta Immobiliare, su un portafoglio composto appunto da tre multisala cinematografici. La scelta per questo fondo comune di investimento è stata incentrata sul Veneto (gli immobili si trovano infatti a Limena e Silea, rispettivamente in provincia di Padova e Treviso) e in Emilia Romagna, per la precisione la città di Parma. A cosa si deve questo interessamento? L’operazione è stata perfezionata e portata a compimento grazie alla cessione posta in essere da Solengo srl, una delle aziende che viene attualmente controllata da Msref V Amber Bv, holding di diritto olandese con una buona partecipazione del gruppo Furlan (specializzato proprio nelle costruzioni e nel settore industriale).