Crisi in Spagna, crollano i consumi

Dopo il fallimento sfiorato di Bankia, salvata grazie alla nazionalizzazione seguita da un programma di ricapitalizzazione sembrava che i problemi della Spagna si fossero arginati al settore bancario e fosse li che doveva concentrarsi l’azione dei vertici. In realtà la crisi Spagnola è a 360° e un’azione mirata del Governo (o degli aiuti) non può risollevare il Paese dalla situazione in cui si trova ora.

Nel Paese con il differenziale sul decennale oltre i 500 punti (che, ricordiamo, è condizionato dalla paradossale situazione del Bund tedesco) i problemi riguardano sopratutto i consumi; le vendite al dettaglio hanno visto una flessione prossima al 9,8%, ma gli analisti lanciano l’appello; bisogna leggere con cautela i dati e guardare il contesto.

In un Paese con la disoccupazione al 25% è praticamente scontato che si debba registrare un calo dei consumi, sopratutto se le misure per la crescita ed il rilancio economico non hanno trovato spazio negli ultimi tempi e l’azione del Governo si è dovuta concentrare sulle manovre di emergenza piuttosto che su un piano per il futuro.

Grecia e Cina sollevano Wall Street

L’avvio positivo di Wall Street nella giornata di oggi (dopo che in Eurozona ci sono state ore di altalena sui book di negoziazione prima di vedere il terreno positivo) sembra sia dovuto in particolar modo a Cina e Grecia, che oggi rilasciano rispettivamente notizie positive riguardo la loro posizione.

Il Dragone innanzitutto ha annunciato nuove misure di rilancio e stimolo dell’economia; la sua posizione sul mercato non è mai stata messa in discussione e sui piani a lungo termine la Cina si prepara a diventare forse la prima potenza mondiale, anche se questo nell’immediato richiede dei sacrifici. Più interessante invece la posizione della Grecia, che in una giornata riesce, contro ogni aspettativa, a rilanciare il mercato azionario. I sondaggi ad Atene danno per favorita quella parte di politica che sostiene ancora l’Unione Monetaria Europea e la notizia fa’ rimbalzare i mercati del Vecchio Continente. Gli investitori rispondono chiaramente alla domanda di qualche giorno fa’; quali sarebbero gli effetti dell’uscita della Grecia dall’Euro? Le ripercussioni sarebbero a 360° e colpirebbero la stessa Atene ma anche tutto il mondo, visto che l’Euro è riuscito nella sua esistenza a guadagnarsi un posto d’eccellenza nel mondo della finanza.

Unica Sim e Trade Point molto vicine all’aggregazione

Le ultime indiscrezioni della finanza italiana hanno come protagoniste due società di intermediazione mobiliare: in effetti, le due compagnie coinvolte in questo caso sono la ligure Unica Sim e la toscana Trade Point. Che cosa è successo di preciso? Unica ha deciso di acquisire il gruppo di Viareggio, mettendo in luce come il segmento in questione sia ormai sempre più caratterizzato da aggregazioni e unioni, in particolare quando si tratta di quelle attività che sono collegate al trading online. Trade Point è celebre soprattutto per il suo impegno nell’ambito del brokeraggio, mentre Unica è presente a Piazza Affari come intermediario finanziario autorizzato, una delle principali realtà italiane in questo senso.

Moleskine sbarcherà a Piazza Affari fra sei mesi

Moleskine sta preparando nel dettaglio il suo approdo a Piazza Affari: la conferma è giunto proprio oggi dall’azionista di maggioranza Syntegra Capital. L’obiettivo è quello di quotare il brand commerciale, celebre per le sue agende e taccuini, nel corso del prossimo mese di novembre, in quella che sarebbe una Ipo (Initial Public Offering) davvero interessante. Secondo la stessa società, inoltre, il mercato del nostro paese è divenuto un traguardo appetibile e stimolante da quando lo stesso marchio è stato introdotto in Italia. Una buona base di partenza sarà senza dubbio il raffronto con un’altra Ipo recente, quella che ha coinvolto Brunello Cucinelli.

Borsa Italiana: al Mot debutta il bond della Repubblica Federale Tedesca

Ha debuttato proprio oggi a Borsa Italiana il nuovo titolo obbligazionario messo a disposizione dalla Repubblica Federale Tedesca: il Mot (Mercato Telematico delle Obbligazioni) ha infatti ospitato lo Schatz 0,00% due on 13 June 2014 (il codice Isin di riferimento è DE0001137388), uno strumento che prevede una durata biennale e una collocazione all’interno del segmento degli EuroMot, più precisamente nella classe delle euro-obbligazioni, delle Asset Backed Securities (Abs) e dei titoli di emittenti esteri. Anzitutto, bisogna subito precisare che i sistemi di regolamento saranno quelli soliti e consueti, vale a dire Euroclear e Clearstream, mentre la liquidazione è prevista per il terzo giorno successivo alla data in cui sono stati stipulati i contratti di compravendita.

Bankitalia accusa Moody’s

Il colosso del rating mondiale Moody’s fa’ un altro passo falso nella valutazione degli istituti bancari dell’Eurozona e più precisamente sui voti di Banco Popolare e Ubi Banca. Le mosse strategiche di Moody’s convincono sempre meno gli investitori e la sensazione è che a muovere l’istituto ci siano interessi che vanno oltre le semplici valutazioni, vista la grande distanza tra il mercato reale e le valutazioni dell’agenzia.

Emissione BTP lungo termine 30 maggio 2012

Diffusi i dettagli per l’ultima emissione del Ministero dell’Economia e delle Finanze prevista per la fine del mese, ed esattamente al 30 maggio 2012 con regolamento al 1° giugno 2012. Dopo il collocamento di oggi, ancora una volta con aspetti contrastanti sul rapporto che lega rendimenti ed importo del collocamento, l’attenzione si concentra sull’emissione di lungo termine del MEF che precede di qualche giorno la nuova asta dei BTP Italia prevista per la prima ottava di Giugno 2012.

Il 30 maggio 2012 saranno emessi due Buoni del Tesoro Poliennali rispettivamente a cinque e dieci anni di scadenza; il primo ha ISIN ancora da attribuire ed offre un rendimento annuo lordo del 4,75% con scadenza al 1° giugno 2017 (e decorrenza al 1° giugno 2012). Il totale previsto in emissione per questo primo titolo è compreso tra 2,5 miliardi di euro e 3,5 miliardi di euro.

Il CoCo Fund di Algebris Investments debutta in Italia

L’ok definitivo della Banca d’Italia era uno dei requisiti necessari per il lancio ufficiale dell’ultimo prodotto messo a disposizione da Algebris Investments: si tratta della compagnia londinese che è specializzata nella gestione degli assets finanziari, la quale ha voluto introdurre anche nel nostro paese un nuovo fondo, l’Algebris Financial CoCo Fund. Di cosa si tratta esattamente? Anzitutto, bisogna ricordare che la boutique britannica è da sempre specializzata in investimenti alternativi, in questo caso si sta parlando di un fondo di diritto lussemburghese che investe su strumenti ibridi di banche o assicurazioni, anche se c’è una certa predilezione per dei titoli nuovi di zecca, i cosiddetti Contingent Convertible Bond.

Il sostegno dei covered bond alle energie rinnovabili

I covered bond potrebbero essere la soluzione ideale per finanziare tutti quei progetti che hanno a che fare con la salvaguardia del clima, inclusi quindi quelli che riguardano le energie rinnovabili: la constatazione è stata fatta dalla Climate Bonds Initiative, una iniziativa senza scopo di lucro che tenta proprio di promuovere l’economia verde. Secondo l’associazione, infatti, un mercato delle fonti alternative che possa basarsi su tali strumenti finanziari potrebbe essere reso maggiormente attivo e funzionante grazie al contributo e alle garanzie di alcune agenzie, in primis la Banca Europea per gli Investimenti (meglio conosciuta con l’acronimo Bei).

Malaysia Airlines pianifica la sua emissione di sukuk

Malaysia Airlines ha proposto di lanciare un programma molto interessante di bond islamici: nel dettaglio, l’importo scelto dalla compagnia aerea malese è pari a 2,5 miliardi di rinngit (circa 630 milioni di euro), in modo da potenziare il proprio capitale di base, anche se la proposta in questione dovrà attendere l’approvazione regolamentare. Questa emissione di sukuk è parte integrante del piano di finanziamento dell’azienda asiatica, il quale si basa su tre cardini fondamentali. La struttura dei titoli di Mas dovrebbe essere del tipo ibrido, con tanto di scadenza prevista dopo dieci anni e una opzione call utile per l’eventuale recesso dopo un anno di tempo.

Amundi lancia in Italia due Etf su S&P 500 e titoli tripla A

Amundi è sempre più presente nel nostro paese con i suoi interessanti Exchange Traded Fund: l’ultima offerta, in particolare, ha fatto letteralmente lievitare il totale dei prodotti in questione, visto che se ne possono ora contare ben settantacinque. I due nuovi strumenti finanziari messi a disposizione per l’Italia sono presto detti. Anzitutto, occorre analizzare l’Amundi Etf S&P 500 Eur Hedged Daily. In pratica, si tratta di un fondo che garantisce una buona opportunità per contrastare la volatilità dei mercati. L’elemento caratteristico è senza dubbio la copertura che è offerta ogni giorno per quel che concerne il cambio tra euro e dollaro: tra l’altro, per il nostro paese si tratta di un Etf del tutto inedito, una novità che sarà senz’altro gradita.

Emissione di BOT semestrali di Maggio 2012

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso i dati relativi alla nuova asta di BOT semestrali prevista per il mese di Maggio 2012; il collocamento sarà di 8500 milioni di euro per i Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a 183 giorni (30.11.2012).

L’emissione sarà relativamente importante per il MEF; l’andamento contrastante dei titoli di Stato nei mesi precedenti potrebbe essere arrivato al dunque finalmente e gli investitori attendono il collocamento per “tastare il polso” al mercato di breve termine e valutare la fiducia residua degli investitori.

Esiste ancora il rischio che l’Italia sia vista come la nuova Grecia; l’accostamento pericoloso della stampa con la Spagna potrebbe diventare una realtà se le aste di Maggio si concluderanno negativamente e per questo motivo anche il mercato azionario questa volta risponderà prontamente al collocamento, almeno a Piazza Affari.

Bhp Billiton torna a emettere eurobond dopo tre anni

Bhp Billiton, la più grande compagnia mineraria al mondo, ha fissato a due miliardi di euro la sua prima vendita di eurobond da tre anni a questa parte: la focalizzazione su questi specifici strumenti finanziari è dovuta al fatto che la crisi del debito dell’eurozona limita di fatto le vendite di obbligazioni societarie. La cessione a cui si sta facendo riferimento comprende due tranche distinte, vale a dire 1,25 miliardi di euro per quel che concerne i titoli in scadenza a novembre del 2018 (la durata complessiva è quindi di sei anni), e i 750 milioni di euro relativi alla scadenza del 2024, con uno spread pari a cento punti base rispetto al benchmark.

McDonald’s lancia sul mercato bond a tre e sette anni

Siamo tutti abituati a parlarne in altri termini, soprattutto alimentari, ma McDonald’s è un’azienda come un’altra e in quanto tale si comporta in questa maniera. Rientra proprio in tale missione aziendale l’ultima emissione obbligazionaria del colosso americano della ristorazione, con ben novecento milioni di dollari in bond: questi ultimi includono una porzione con la scadenza a sette anni, con tanto di cedola che ha marcato un vero e proprio record al ribasso. Entrando maggiormente nel dettaglio dell’operazione, la multinazionale di Oak Brook ha provveduto a lanciare cinquecento milioni di dollari di strumenti finanziari che beneficiano di una durata triennale e di un interesse fissato a 0,75 punti percentuali.