La Nigeria emette nuovi bond nonostante i mercati nervosi

di Simone Commenta

 La Nigeria è riuscita a emettere ieri un miliardo di dollari in titoli obbligazionari, sfruttando nel migliore dei modi un momento di quiete dei mercati finanziari dopo un lungo mese di turbolenza (vedi anche Nuova asta di bond per la Nigeria). Il maggior produttore africano di petrolio, però, è stato costretto ad accettare degli alti interessi, visto che gli investitori hanno richiesto espressamente dei rendimenti maggiori rispetto a qualche tempo fa, tentando così di fronteggiare l’incertezza dei mercati. Vi sono poi degli investitori che nutrono delle serie preoccupazioni per la salute fiscale nigeriana.

Entrando maggiormente nel dettaglio dell’offerta, c’è da dire che quest’ultima è stata suddivisa in due tranche, entrambe da cinquecento milioni di dollari. La prima avrà una scadenza di dieci anni e un rendimento di 6,625 punti percentuali, mentre la seconda prevede una maturazione fra cinque anni e un ritorno economico inferiore, vale a dire il 5,375%. Come accade in ogni caso, i rendimenti dei bond e i prezzi si muovono in direzioni completamente opposte. Il debito nigeriano presenta simili percentuali dopo che qualche mese fa i numeri erano risultati più bassi. Ad esempio, si può ricordare che a gennaio il governo di Abuja garantì un interesse del 6,75% per quel che concerne la scadenza a otto anni.

La discesa dei prezzi, comunque, è stata senza dubbio favorita dalle preoccupazioni crescenti circa l’atteggiamento della Federal Reserve americana e i suoi stimoli economici. L’offerta del paese africano dimostra però come gli investitori siano ancora disposti a far fronte a assets finanziari rischiosi, nonostante vi sia una domanda ben precisa per rendimenti maggiori. Da settembre a questa parte, inoltre, diversi paesi del “continente nero” hanno puntato sul mercato obbligazionario. In conclusione, si può ricordare come l’agenzia Fitch dovrebbe assegnare al nuovo bond in questione un rating pari a BB-, il quale identifica l’appartenenza alla zona “junk” o spazzatura e una sufficiente affidabilità dell’investimento.

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