Massey Energy, i fondi pensione premono per dei cambi gestionali

Un gruppo di investitori, tra cui figura anche Calpers (sigla che identifica il California Public Employee’s Retirement System, l’agenzia americana che si occupa della gestione delle pensioni dello stato federale), sta chiedendo a gran voce ai propri azionisti di votare in favore delle proposte sulla gestione di Massey Energy: la compagnia di Richmond, nota per le sue estrazioni di carbone, dovrà attendere il meeting odierno per conoscere le novità sul proprio management. Le questioni più urgenti da affrontare riguardano l’istituzione di elezioni annuali dei direttori, l’eliminazione del voto di super-maggioranza e la possibilità per i titolari di azioni di richiedere assemblee speciali, alla luce soprattutto del disastroso incidente mortale che ha coinvolto alcuni minatori della società lo scorso mese di aprile.


La richiesta di una maggiore sicurezza sul lavoro e sulle pratiche governative deriva infatti dallo shock provocato dalla tragedia dell’Upper Big Branch (29 vittime accertate), dunque gli investitori finanziari hanno intenzione di premere in questa direzione. Lo stesso auspicio è giunto anche da Anne Simpson, manager di portafoglio a capo del programma di governance presso lo stesso Calpers, il più grande fondo pensione statunitense per quel che concerne gli assets; il voto è diventato la necessità più urgente e soltanto al termine del meeting si comprenderà meglio quale scenario prospettare per Massey Energy. Già a maggio, comunque, i manager del fondo pubblico pensionistico si erano prodigati per estromettere i tre membri del consiglio di amministrazione, una decisione adottata nel corso della riunione annuale.

La coalizione di investitori finanziari è inoltre composta dall’Office of Connecticut Treasurer, dall’Illinois State Board of Investment, dal Maryland State Pension and Retirement System, dal New York State Common Retirement Fund, dal North Carolina Department of State Treasurer e dal Pennsylvania Treasury: si tratta pertanto di un gruppo piuttosto eterogeneo, composto da rappresentanti di diversi stati, ma in grado di detenere ben 1.556.331 azioni di Massey Energy per un valore superiore ai 23 milioni di dollari.

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