Manovra, Tria: i conti sono sotto controllo

di Valentina Cervelli Commenta

Il ministro del Tesoro Giovanni Tria continua a sostenere che i conti italiani sono sotto controllo e che il debito pubblico scenderà: la posizione del Governo Italiano in merito all’ennesimo no dell’Europa alla manovra è sempre lo stesso.

E per quanto sia controproducente un simile atteggiamento non ci si poteva aspettare nulla di differente dato che la Manovra non è stata ritoccata dopo il primo No, risultando comunque insufficiente secondo i parametri comunitari. Commenta con una nota il responsabile dell’Economia:

Con rammarico prendiamo atto che la Commissione non ha ritenuto di condividere le ragioni del bilancio programmatico italiano. Ritengo tuttavia che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea.  Questa considerazione è alla base del nostro impegno a continuare il dialogo con la Commissione alla ricerca di una soluzione condivisibile nell’interesse reciproco. [Siamo sicuri che la manovra] assicuri il totale controllo dei conti pubblici nei limiti della moderata politica espansiva resa necessaria dal rallentamento dell’economia europea ed italiana. Siamo altresì convinti che garantisca in ogni caso anche l’obiettivo della riduzione del rapporto debito-pil più volte ribadito dal Governo.

Ieri si è anche presa in considerazione la possibilità di un budget comune tra i paesi dell’Eurozona che verrà effettivamente discusso il prossimo 13-14 dicembre. Commenta a suo riguardo Morgan Stanley:

 Visto che per l’Italia l’attuare stimoli fiscali è difficile a causa del forte debito pubblico perché il costo del funding che aumenta quando si allenta la politica fiscale, poter contare su strumenti europei in caso di rallentamento economico sarebbe positivo. Se questi strumenti fossero messi in campo per l’Italia sarebbe più facile rispettare le norme sui conti europei, perché non avrebbe bisogno di infrangerle per stimolare l’economia. Si potrebbe ricorrere agli stimoli offerti dal budget europeo.

 

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