Giovanni Tria, si cresce con stabilità: colpo basso dalla Lega?

di Valentina Cervelli Commenta

Mentre il ministro del Tesoro Giovanni Tria sottolinea che si necessita di crescere ma mantenendo l’economia stabile, dalla Lega iniziano a spazientirsi: qualcuno sembra stanco di sentire il capo di via XX Settembre continuare a dire che bisogna regolarsi con le coperture.

Ed a quanto pare stamattina qualcuno si è deciso a parlare di cambiamento forzato se dovesse mancare la sua collaborazione. Parliamo di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ospite di Agorà su Rai Tre, che ha commentato:

Se Tria non è più nel progetto, troveremo un altro ministro dell’Economia.

Parole subito smentite dal ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio. Importanti, al contrario, le parole di Giovanni Tria presso l’evento di Confcommercio al quale ha partecipato questa mattina:

Apprezzo molto l’equilibrio di questa confederazione, mi chiedete più crescita nella stabilità sintetizzando e sono due aspetti che non possono essere separati, non c’è crescita nell’instabilità. Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri e non ho giurato solo io. [Il governo si è impegnato a] proseguire sul sentiero di discesa del debito per conservare la fiducia degli investitori, ma anche dei risparmiatori, perché dobbiamo difendere i risparmi degli italiani dall’aumento dei tassi. Si parte ora dalle imprese, negli anni successivi affronteremo il problema irpef.

La manovra, ha continuato il ministro, non deve “portare a dubbi di sostenibilità del debito“: motivo per il quale, ha concluso, devono essere “portate avanti con gradualità, in modo consapevole e senza mettere a rischio la stabilità finanziaria“.

Domani, quando il Def verrà pubblicato, si potranno trarre maggiori somme.

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