Tria, rassicurazioni a partner cinesi su euro

di Valentina Cervelli Commenta

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria non tentenna: non bisogna mettere in discussione l’affidabilità dell’Italia. I partner cinesi del Governo Italiano non devono temere né colpi di testa né l’uscita dall’euro del nostro paese.

E’ stato questo uno dei principali motivi che hanno portato il ministro a Pechino: rassicurare chi ha investito in Italia e vuole continuare a farlo che non vi sono pericoli di alcun tipo e che gli obiettivi europei verranno rispettati.

Tria si è trovato nuovamente a dover difendere l’Italia da possibili problematiche per via di “voci” fuori dal coro che avevano allarmato parte dei suoi investitori: si parla di grandi nomi (e tanti soldi,N.d.R.) che hanno già rapporti consolidati con l’Italia e che hanno osservato con un po’ di preoccupazione alcune dinamiche presentatesi all’interno della politica italiana. Entrando nello specifico ad essere chiamati in causa sono banche e fondi come Cic, Sfae, National Social Security Fund e Silk Road Fund che da tempo hanno unito i propri interessi a quelli del Governo Italiano in diversa capacità e che ricercano la conferma di poter continuare così come fatto in passato.

L’integrazione nell’area euro non è in discussione: su questo il ministro Tria non ha tentennato affatto, prendendosi il tempo e le modalità necessarie per rassicurare i propri partner economici. In viaggio con lui anche il responsabile di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo. Perchè? E’ presto detto: i due esperti sono in Cina non solo per rassicurare la tenuta delle collaborazioni tra le parti ma per mettere a punto nuovi progetti in grado di stimolare la crescita economica ed industriale sia per ciò che concerne le attività terrestri che quelle marittime dei due paesi. Ulteriori dettagli non sono stati ancora forniti.

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