Iron Mountain placa gli investitori con un nuovo dividendo

di Simone Commenta

 Iron Mountain Incorporated, compagnia statunitense attiva prevalentamente nei servizi di registrazione, è stata persuasa da un’altra società, la Elliott Management, a modificare la propria strategia obbligazionaria: in particolare, l’azienda di Boston sta cercando di convincere i propri investitori circa le possibilità offerte dal mercato dei bond e dal relativo dividendo che potrebbe essere ottenuto. I titoli in questione ammontano a trecento milioni di dollari, vantano un rendimento pari all’8% e giungeranno a maturazione nel mese di giugno del 2020. Proprio nel corso delle contrattazioni di ieri, questi stessi strumenti hanno conseguito il loro primo ricavo dopo sei giorni, attestandosi a quota 103,5 centesimi di dollaro, secondo quanto stimato da Trace, il sistema di prezzo della Financial Industry Regulatory Authority.


Il ceo Richard Reese ha assicurato che il debito affronterà semplicemente un leggero incremento, anche perché deve garantire un adeguato ritorno economico nel 2013. Comunque, i finanziamenti veri e propri giungeranno da operazioni specifiche, come ad esempio i flussi di denaro cash e da un lieve aumento della leva finanziaria. Il rendimento nei confronti dei sottoscrittori nei prossimi dodici mesi dovrebbe essere pari a 1,2 miliardi di dollari, includendo in questo ammontare anche i dividendi potenziali e gli inevitabili riacquisti azionari; vi sono poi dei rendimenti che sono valutati con un rating B (piena zona a rischio) e che secondo Bank of America potrebbero attestarsi su un invitante 7,38%.

Gli investitori temono soprattutto che Iron Mountain non possa essere in grado di onorare il proprio debito, pressata com’è dagli azionisti: tra l’altro, secondo gran parte degli analisti, la compagnia americana dovrà salvare sé stessa attraverso un’operazione che andrà a tutto svantaggio del comparto obbligazionario, magari convincendo immediatamente gli investitori più diffidenti e tentando la strada della conversione in un trust attivo principalmente nel campo immobiliare grazie all’accordo che in molti dicono già concluso con Elliott Management, molto più abile nel gestire i propri assets finanziari.

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