Irlanda, occhi puntati sui futures sui Bund a dieci anni

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John Kenneth Galbraith, economista di fama internazionale nonché personaggio molto influente nella politica statunitense degli anni Sessanta, era solito dire che gli irlandesi non possono essere annoverati tra gli economisti di successo: la situazione finanziaria che vive la nazione nordeuropea potrebbe dar forse ragione a Galbraith, ma qualcosa sembra smuoversi nelle verdi colline del paese. Mentre la Banca Centrale Europea sta intensificando le politiche di exit strategy dalla crisi, fattore che ha influenzato gran parte dei mercati dell’eurozona, i contratti future sulle obbligazioni a lunga scadenza di molti paesi non collimano affatto con i dati reali del sistema economico.


Anzitutto, c’è da sottolineare come lo spread sui rendimenti dei bond a dieci anni emessi dal governo di Dublino abbia fatto registrare un guadagno importante di dieci punti base, facendo segnare una quota record di 493 punti. Lo stesso discorso può essere fatto per gli spread che sono relativi ai titoli con scadenze minori, due e cinque anni, i quali sono aumentati, rispettivamente, di nove e dodici punti base (l’ammontare totale è di 336 e 412 punti in questo caso). Riguardo, poi, ai Credit Default Swap, essi sono stati aggiornati a 538 punti base. Si tratta di buoni profitti, ma i titoli di Stato irlandesi sono quelli maggiormente in difficoltà se si osserva le nazioni periferiche nel loro complesso; molti analisti hanno spiegato tale fatto con la debole fiducia che circonda attualmente i governi del continente europeo.

Comunque, sembra che la Bce abbia acquistato titoli obbligazionari dell’Irlanda, spinta soprattutto dal fatto che spread così alti (in particolare nei confronti dei Bund tedeschi) siano il chiaro segnale di un nuovo attacco in senso speculativo. Lo scenario irto di ostacoli viene completato dalla difficile situazione politica del paese: il partito di maggioranza Fianna Fail non vive uno dei suoi momenti più brillanti, dunque si attende un’approvazione tormentata del bilancio di austerity per il 2011.

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