Investire in obbligazioni asiatiche a fine 2012

di Redazione Commenta

Negli ultimi anni l’appeal verso i bond asiatici è cresciuto sempre di più e oggi sono tra i più richiesti dagli investitori in ottica di diversificazione dei portfolios. A spingere money manager e grandi investitori verso questi titoli sono i buoni fondamentali economici della regione dell’Asean, ovvero del Sud-Est asiatico: bilanci statali in ordine, bassa dipendenza dal debito esterno, surplus dlla bilancia dei pagamenti, elevate riserve valutarie. Rispetto al passato il rischio-contagio dalle economie occidentali è più limitato, anche se l’area non è immune ai crolli del mercato.

Nel breve termine ci sono rischi di forte rallentamento economico a causa di una congiuntura ancora sfavorevole a livello globale. Tuttavia, gli investitori con un’ottica di lungo periodo potrebbero puntare con decisione sui bond asiatici. Oggi questi paesi vantano un elevato peso delle riserve estere e ben cinque stati rientrano tra le prime cinque economie più forti al mondo (Cina, India, Hong Kong, Korea, Taiwan). Si tratta di una situazione difficilmente immaginabile un paio di decenni fa. Inoltre, altri paesi stanno scalando le vette dell’economia: Singapore (11-esimo), Thailandia (13-esimo), Malaysia (15-esimo).

Le riserve estere di tutti questi paesi summenzionati rappresentano oggi quasi la metà di quelle mondiali. Inoltre, questi paesi rientrano tra quelli con il debito di maggiore qualità, inclusi nell’indice Hsbc Asian Local Bond Overall che racchiude l’83% del debito asiatico a rischio contenuto. Le tre principali agenzie di rating premiano con un merito di credito di alta qualità diversi paesi, in particolare Singapore. Altri paesi sono però in rampa di lancio.

Le Filippine si sono impegnati in un rigoroso piano di disciplina fiscale e nel giro di due anni potrebbero diventare un’economia con rischio medio-basso. Poi c’è l’Indonesia, che da inizio anno è stata riclassificata al primo livello dell’investment grade con rischio accettabile da Moody’s (“Baa3”) e da Fitch (“BBB-“). Per quanto riguarda i rischi dell’investimento in bond asiatici si possono riscontrare per lo più variabili esogene, in primis il rallentamento del pil cinese che in parte è ciclico e in parte strutturale. La Cina dovrà fare in modo di aumentare sensibilmente la domanda interna per mantenere i livelli attuali di crescita sopra la soglia-critica del 7,5%.

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