Icbc punta all’acquisizione della filiale argentina di Standard Bank

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Industrial & Commercial Bank of China, istituto meglio conosciuto con l’acronimo Icbc, oltre che uno dei più proficui prestatori a livello globale, si è accordata per il pagamento di seicento milioni di dollari: la somma in questione dovrebbe consentire alla banca cinese di assicurarsi alcuni assets controllati attualmente da Standard Bank Group in Argentina. A conti fatti, l’intera operazione verrebbe a caratterizzare il maggior rilevamento aziendale degli ultimi tre anni. Icbc pagherà quindi del denaro cash per ottenere una partecipazione dell’80% della filiale sudamericana. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che il gruppo di Pechino si sta accordando anche con Standard Bank London Holdings Plc per pianificare un investimento di cento milioni di dollari, sempre in Argentina e al termine della transazione a cui stiamo facendo riferimento.

La banca conferma la propria vocazione all’espansione internazionale, anche perché sono recenti anche gli interessi nella prima economia della regione, il Brasile; non deve dunque stupire più di tanto il fatto che l’Asia e l’America Latina siano le prede più ambite dei prossimi mesi. Il titolo di Icbc ha già perso 3,2 punti percentuali nel corso delle ultime contrattazioni dell’Hong Kong Stock Exchange, mentre le perdite dell’ultimo anno ammontano addirittura al 6%. L’ultima acquisizione di rilievo risale comunque al marzo del 2008, quando venne “conquistata” una partecipazione del 20% nella filiale di Johannesburg della stessa Standard Bank, un rilevamento che comportò il versamento di ben 5,4 miliardi di dollari.

Si devono attendere ora proposte finanziarie e strumenti maggiormente orientati all’economia sudamericana? In realtà, tali operazioni sono pane quotidiano per la banca dell’ex Impero Celeste, ma si tratta pur sempre di affari molto lunghi: ad esempio, lo scorso mese di gennaio è stato caratterizzato da un’acquisizione di una quota dell’80% nella Bank of East Asia Limited, in particolare le operazioni statunitensi e per un importo di 140 milioni di dollari, ma al momento manca ancora l’approvazione regolamentare.

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