Guerra valutaria non dichiarata è in corso secondo Jp Morgan P.B.

di ND82 Commenta

Secondo quanto dichiarato dagli esperti di Jp Morgan Private Bank, stiamo vivendo in un contesto di mercato caratterizzato da una guerra valutaria non dichiarata. Da quando il Giappone ha dimostrato di voler portare avanti una politica monetaria ultra-espansiva per combattere una volta per tutte la deflazione, sui mercati valutari si sono innescati una serie di meccanismi che hanno portato innanzitutto a una decisa svalutazione della moneta giapponese. Così da metà novembre 2012 il tasso di cambio dollaro/yen è passato da quota 80 a circa 100.

Mentre il dollaro si avvicina a quota 100, sul forex il cambio euro/yen ha già superato quota 131 quando invece sul finire di luglio 2012 quotava ancora sotto 95. Nell’ultimo G-20 di Washington non sono state mosse critiche al Giappone che ha spiegato, attraverso il ministro delle Finanze (Taro Aso) e il governatore della Bank of Japan (Haruiko Kuroda), la sua intenzione di iniettare imponenti dosi di liquidità nel sistema per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2% entro due anni.

Il paese del Sol Levante ha sottolineato che non vuole indebolire direttamente lo yen per ottenere vantaggi commerciali. Il Fmi ha elogiato la mossa della BoJ, che è anche appoggiata dalla Fed. Ora, però, lo yen rischia crollo senza freni secondo Soros e ha già perso il 25% sul dollaro negli ultimi 5 mesi. Tuttavia, se lo yen si deprezza vuol dire che altre valute tenderanno a salire. Quali? Secondo Sara Yates, global forex currency strategist per Jp Morgan Private Bank, “saranno le valute latinoamericane le principali beneficiarie”.

Tuttavia, se queste valute dovessero salire ben oltre il loro fair value, le loro banche centrali potrebbero iniziare a storcere il naso e a rispondere con altre politiche monetarie non convenzionali. L’esperto di Jp Morgan P.B. ritiene, però, che in questa fase ci sia ancora spazio per deprezzamenti importanti della valuta nipponica. L’investitore dovrebbe quindi concentrarsi nel trovare le valute più adatte per sfruttare i cosiddetti “carry trade” sullo yen. Secondo lo strategist della banca americana le valute preferite sono il peso cileno, il real brasiliano, il peso messicano e la rupia indiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>