Taglio tassi interesse sempre più probabile

di Redazione Commenta

Non accenna ad arrestarsi l’escalation di difficoltà degli investimenti e dei consumi da parte del settore privato europeo. Stando agli ultimi dati macroeconomici giunti in pubblicazione, la nuova contrazione ha avuto modo di estendersi anche alla più forte economia e finanza tedesca: un elemento che sembra supportare l’invito implicito alla Banca Centrale Europea relativo al taglio dei tassi di interesse nella seduta in programma la prossima settimana.

È d’altronde ben noto che alcuni esponenti della Bce, compresi il presidente Mario Draghi, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, avevano anticipato tale eventualità nel corso delle ultime riunioni del Fondo monetario internazionale a Washington, rendendo tale ipotesi di fatto “dipendente” all’andamento dei dati economici ora in corso di pubblicazione.

Intanto, dalla Germania, sembra si siano levate le prime voci opposte a questa strada, con il ministero delle Finanze che si è scagliato contro la possibilità di allentamento dell’austerità fiscale ventilata lunedì dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso.

“Nell’eurozona l’indice Pmi” – commentava in proposito Il Sole 24 Ore, riferendosi all’indice che anticipa l’andamento del settore privato, altamente correlato con quello della crescita – “è rimasto invariato ad aprile a 46,5. Il settore manifatturiero è sceso a 46,3. I valori al di sotto di 50 indicano una contrazione: l’indice è rimasto sotto questa soglia in 19 degli ultimi 20 mesi. I dati, secondo Chris Williamson, economista della società di ricerca Markit, che elabora l’indice, mostrano «una preoccupante debolezza all’inizio del secondo trimestre» e che la frenata dell’economia potrebbe intensificarsi e non allentarsi. Il dato ufficiale del Pil per il primo trimestre viene pubblicato il 15 maggio, ma una contrazione (sarebbe la sesta consecutiva) appare inevitabile e a questo punto c’è il timore che possa estendersi al secondo trimestre”.

In Francia l’indice Pmi è in crescita, ma pur sempre sotto la soglia psicologica dei 50 punti (44,2 punti). In Spagna la Banca Centrale segnala infine come l’economia dovrebbe essersi contratta di mezzo punto percentuale nei soli primi tre mesi dell’anno.

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