I futures bovini in crescita grazie alla domanda di carne

di Redazione Commenta

I futures sulla carne bovina sono riusciti ad ampliare il loro rally, nonostante il ridimensionamento dell’offerta di manzo statunitense: più che altro, l’influenza principali per quel che riguarda questi strumenti finanziari è stata esercitata dall’accresciuta domanda di carne, visto che i grossisti hanno provveduto a rifornirsi in maniera adeguata prima che comincino le festività natalizie. La produzione commerciale di manzo americano nei dieci mesi che si sono conclusi lo scorso 31 ottobre è scesa infatti di 1,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno prima.

Tra l’altro, l’ammontare complessivo vive da tempo una situazione difficile, tanto da aver raggiunto i livelli più bassi dal 1973 (l’estate è stata molto difficile in tal senso). Una indicazione significativa in questo senso era giunta proprio all’inizio dello scorso mese di ottobre, con il rialzo dei futures sulla carne bovina. Nel periodo preso in considerazione, inoltre, si è avuto modo di rilevare anche il rialzo dei futures sulla carne suina, di solito in controtendenza alle performance appena descritte. Come è tradizione, negli Stati Uniti si serve moltissima carne a Natale, anche prima del 25 dicembre ed è per questo motivo che le contrattazioni in questione hanno raggiunto livelli simili. Secondo alcuni analisti finanziari, comunque, il totale della carne bovina è ancora basso.

Volendo essere ancora più precisi, le spedizioni del prossimo mese di febbraio per quel che concerne tali futures hanno fatto registrare un incremento dello 0,8% al Chicago Mercantile Exchange, con la quotazione che è salita fino a 1,32725 dollari la libbra. Il record raggiunto dal contratto più attivo è stato invece pari a 1,32925 dollari. La produzione commerciale di marzo ha totalizzato circa 21,7 miliardi di libbre (9,84 milioni di tonnellate per la precisione) nei primi dieci mesi del 2012, un valore più basso rispetto a quello del 2011 (21,92 miliardi di libbre), come messo in luce dallo Us Department of Agriculture nel suo ultimo report dedicato al settore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>