Fotovoltaico, perché i prezzi salgono

Negli ultimi anni il fotovoltaico è diventato uno degli investimenti più interessanti per famiglie e imprese. Perché ora ci si trova davanti a una crescita dei prezzi? E cosa c’entra la Cina?

 

Costa sta accadendo con il fotovoltaico

È presto detto. I prezzi dei pannelli solari erano scesi in modo continuo grazie soprattutto alla produzione cinese, che oggi rappresenta la quota dominante del mercato mondiale. Ora, dopo anni di ribassi, il costo del fotovoltaico ha iniziato lentamente a risalire e tra le cause principali ci sono proprio le nuove politiche adottate dalla Cina.

Pechino ha deciso, infatti, di ridurre gradualmente alcuni incentivi destinati all’export dei pannelli solari. Per molto tempo le aziende cinesi hanno potuto vendere moduli fotovoltaici a prezzi estremamente bassi grazie a sostegni pubblici, grandi capacità produttive e una forte concorrenza interna. Questo ha favorito il crollo dei prezzi a livello globale. Ora però il governo cinese vuole stabilizzare il settore, anche perché molti produttori stanno registrando perdite economiche dopo anni di “guerra dei prezzi”.

Le conseguenze si vedono già sul mercato europeo del fotovoltaico. Secondo diverse analisi, il prezzo dei moduli fotovoltaici è aumentato nei primi mesi del 2026. I pannelli ad alta efficienza hanno raggiunto circa 0,12-0,13 euro per watt di picco, mentre i moduli standard sono passati intorno a 0,10-0,11 euro per watt. Si tratta di aumenti contenuti, ma significativi perché interrompono una lunga fase di ribassi continui.

Influenza delle materie prime

Anche le materie prime stanno influenzando il mercato. Il polisilicio, elemento fondamentale per produrre le celle solari, è tornato a salire di prezzo dopo i tagli alla produzione in Asia. Inoltre, sono aumentati i costi di materiali come argento, rame e wafer di nuova generazione. E tutto questo si riflette sul prezzo finale degli impianti.

Per una famiglia italiana, installare oggi un impianto fotovoltaico resta comunque un investimento importante ma ancora conveniente nel medio periodo. Un sistema “chiavi in mano” da 3 kilowatt costa mediamente tra 5.000 e 6.500 euro, mentre un impianto da 6 kilowatt può arrivare tra 8.500 e 12.000 euro. Se si aggiunge una batteria di accumulo, la spesa cresce sensibilmente: un sistema da 10 kWh può costare anche 7.000-10.000 euro aggiuntivi.

Nonostante i rincari, il fotovoltaico continua però a essere considerato competitivo rispetto ad altre fonti energetiche. Sono i consumi elettrici più elevati, l’aumento delle bollette e gli incentivi fiscali italiani mantengono interessante l’investimento.

Gli esperti ritengono che il mercato stia entrando in una nuova fase. Di certo a breve, se davvero così, ne avremo riprova.

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