Express di Deutsche Bank: affidarsi alle commodity agricole

grano1-300x222Per chi avesse intenzione di investire su un interessante paniere di materie prime facenti parte del settore agricolo, il segmento X-markets di Deutsche Bank offre un’opportunità proprio in questo senso: il certificato Express Autocallable dell’emittente tedesca (il codice Isin è DE000DB3R1F1) permette di prendere a riferimento l’indice DBLCI Agriculture EUR-Hedged Excess Return. Di cosa si tratta esattamente? L’express autocallable è una tipica struttura nell’ambito dei certificati di investimento, ma nel caso di Deutsche Bank si può fare affidamento sull’innovativo indice delle commodity agricole; si parte, infatti, dal presupposto che quando la ripresa economica diventerà ancora più evidente, allora vi saranno delle ripercussioni positive sugli andamenti di beni agricoli, come la soia o il grano. Tra l’altro, tra circa tre mesi sarà possibile beneficiare di un più che probabile rialzo del comparto, tramite anche una protezione contro i ribassi che non superano il 30%.

 

L’emissione di tale prodotto risale ormai alla fine del 2009 e presenta delle peculiarità appetibili agli occhi di molti investitori: ad esempio, nell’ipotesi di un sottostante pari o superiore al livello iniziale, vi sarà il rimborso completo del capitale investito, con, in aggiunta, una maggiorazione di un premio pari a quattro euro. E che cosa succede se la condizione per il rimborso non dovesse verificarsi in nessuna data che è in previsione? Anzitutto, il certificato giungerebbe alla sua data di scadenza e occorrerà rapportare il livello del sottostante con quello iniziale.

 

Per quel che riguarda il già citato indice di riferimento, il DBLCI Agriculture EUR – Hedged Excess Return è stato appositamente ideato da Deutsche Bank; il basket di materie è abbastanza variegato ed è composto in gran misura dal mais e soia (entrambi al 21% del totale), seguiti poi dal grano e dallo zucchero e, in misura molto minore, dal cacao, caffè e cotone. I vantaggi sono dunque molti, non ultima l’assenza del rischio di cambio tra euro e dollaro, visto che l’andamento è influenzato solo dalle materie prime.

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