Decreto aiuti bis, perché non piace ai sindacati

di Valentina Cervelli Commenta

Il decreto aiuti bis sta vedendo la luce nonostante le difficoltà presentate dalla caduta del Governo. Il problema? Non piace tantissimo ai sindacati che in alcuni casi hanno davvero parlato di elemosina. Scopriamone insieme un po’ di più.

Rivalutazione delle pensioni e taglio tasse

Il decreto aiuti bis nella sua formulazione attuale comprende un taglio dell’1% sulle tasse del lavoro per coloro che hanno un reddito inferiore ai 35 mila euro, e 200 euro per coloro che hanno un lavoro precario. Il testo prevede una rivalutazione del 2% delle pensioni che corrisponderebbe a un aumento di 10 euro ogni 500. E’ prevista poi una proroga degli sconti sulle bollette energetiche e sulle accise e un raddoppio per quel che concerne il bonus psicologo e il bonus trasporti.

Si tratta di una bozza, quella appena indicata, che dovrebbe vedere la luce a breve. Qualcosa che però non piace molto ai sindacati. Le parti sociali si aspettavano infatti qualcosa di più, soprattutto per quel che concerne il cuneo fiscale. È saltata anche l’ipotesi di tagliare le tasse solo a coloro che presentavano un reddito al di sotto dei 25 mila euro.  All’interno della bozza viene raddoppiata poi la soglia non tassabile dei benefit aziendali che per i lavoratori dipendenti potranno essere usati per pagare le bollette.

Per quanto alcune misure faranno tirare un sospiro di sollievo, il decreto aiuti bis a quanto a pare non sarebbe del tutto soddisfacente rispetto alle reali esigenze degli italiani. Per quel che concerne i lavoratori il taglio del cuneo fiscale deciso si va ad aggiungere a quello già previsto dello 0,8 della Legge di Bilancio 2022. Retroattiva a partire da luglio, questa parte del decreto corrisponde a un costo di circa 1,6 miliardi per il biennio 2022-2023.

Il costo della rivalutazione delle pensioni è di circa 2,83 miliardi. È qualcosa ma non è assolutamente abbastanza se si pensa ai valori assoluti indicati in precedenza, pari circa a 10 euro al mese.

Decreto aiuti bis poteva essere migliore

All’interno del decreto aiuti bis trova altri fondi anche per il bonus da 200 euro per i lavoratori precari che non avevano ricevuto nulla come i precari della scuola, i lavoratori dello spettacolo stagionali, quelli dell’agricoltura. E se davvero la bozza circolante verrà rispettata dovrebbe esservi un ulteriore bonus ma di soli 100 euro per le partite IVA.

Una misura importante che non ha trovato il via libera è l’abbassamento dell’IVA sui beni alimentari di prima necessità. Mentre vengono inseriti come destinatari del pacchetto aiuti per il caro energia anche coloro che sono  in difficoltà economica, disabili, le utenze delle isole minori non interconnesse e gli over 75.

Le critiche dei sindacati sono più che comprensibili. Ma allo stesso tempo dobbiamo riconoscere che le possibilità di copertura, al momento, non sono ampie.

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