Consumi, strategie di comunicazione e vendite: i nuovi prodotti sono a rischio fallimento

di Francesca Spano Commenta

L’arrivo sul mercato di nuovi prodotti, non è sempre un successo, anzi secondo quanto rivela Nielsen con un recente studio sarebbe proprio il contrario. Pare che tre novità su quattro facciano flop. Se parliamo di numeri il 76% dei lanci fallisce, con il conseguente ritiro dal mercato senza aver neanche raggiunto i 10 mila pezzi venduti. A questo si aggiunge il grave problema del danno economico che, non di rado, raggiunge milioni di euro. La popolarità dopo il lancio è quindi realmente rara, ma il segreto per essere vincenti (le aziende lo sanno bene), è fondamentalmente quello di essere innovativi per rimanere competitivi.

 Ne è certa pure la Commissione Europea la quale attraverso il Settimo Programma quadro per la ricerca e l’innovazione 2007-2013, ha finanziato progetti per migliorare il livello di accettazione dei nuovi prodotti da parte dei consumatori. Tra di essi si è fatto notare soprattutto Connect4Action, conclusosi da poco, tutto puntato sul settore alimentare, una delle industrie trainanti dell’economia europea. Questo non vuol dire che pure sull’argomento non ci siano criticità che portano nuovi snack, bevande e altri cibi, frutto di investimenti in ricerca e nuove tecnologie industriali, sul limite del fallimento.

Il report “European Breakthrough Innovation” di Nielsen, parla in particolare di poche regole per un successo assicurato ( non sempre facile da raggiungere) che sono:

  1. individuare la giusta innovazione che interessa ai consumatori;
  2. fare in modo che il nuovo prodotto sia davvero utile per il mercato
  3. scegliere la strategia di lancio adeguata
  4. creare il giusto staff di collaboratori.

Per la ricerca sono stati presi in esame 12 mila lanci di prodotto, individuandone solo sette realmente di successo e altri tre da tenere d’occhio per il futuro. In ogni caso, tutti con un  flusso di cassa di almeno 10 milioni di euro in un anno.

Per Connect4Action, sono stati coinvolti otto Paesi (Olanda, Francia, Belgio, Italia, Svizzera, Gran Bretagna, Austria e Danimarca) e il must è stata la comunicazione in senso lato. Per raggiungere tali obiettivi attraverso quest’ultima è stata realizzata una community virtuale di oltre 250 soggetti collegati all’industria alimentare: una piattaforma utilizzabile per scambiarsi idee e sviluppare via via il progetto. Sono state create delle guide di comunicazione e un sistema di pre-allerta, che permette agli operatori di ricevere aggiornamenti su possibili percezioni negative dei consumatori, pericoli, rischi o tematiche da valutare nel tempo.

 

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